Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga sorge il borgo medievale di Santo Stefano di Sessanio, inserito nella prestigiosa selezione de “I Borghi più belli d’Italia”. Costruito tra l’XI e il XII secolo, il paese trae il suo nome dal latino “Sexantio”, che stava ad indicare la distanza – sei miglia romane – da Peltuinum, importante crocevia dei traffici tra Roma e la costa adriatica.
Il borgo, circondato dalle famose “case-mura”, case molto alte, con spesse mura e piccolissime finestre che davano sull’esterno del paese, fu proprietà della famiglia Piccolomini fino al 1579, quando venne venduto alla famiglia De’ Medici. Sotto il dominio dei Signori fiorentini, Santo Stefano conobbe il suo culminante momento di splendore nonché il decisivo sviluppo sia economico che culturale.
Oggi, inoltrandosi nel dedalo di piccole strade (le “rue”), archi e gallerie che costituiscono l’ossatura dell’abitato, si giunge alla cilindrica e imponente Torre medicea – denominata così per la presenza del simbolo della famiglia fiorentina, ma costruita in epoca medievale – che è il simbolo di questo piccolo capolavoro d’arte e storia; danneggiata dal terremoto del 2009, la torre è oggi al centro di un attento progetto di ricostruzione che si propone di restaurarla il più fedelmente possibile, con l’utilizzo delle pietre originali, salvate e stoccate in un’area vicina al borgo.
Nel contesto del territorio abruzzese, pur costellato di borghi incantevoli, Santo Stefano di Sessanio spicca tra gli altri ed è oggi un importante centro di interesse turistico e culturale. La perfetta conservazione dell’impianto insediativo, costruito interamente in pietra calcarea bianca, si deve ad una combinazione di fattori: da un lato, il forte spopolamento subìto dal paese nella seconda metà del ‘900 ha fatto sì che il borgo rurale restasse cristallizzato, quasi come mondo a sé, al riparo dall’edificazione sregolata e dalla massificazione turistica e commerciale; dall’altro, la scoperta, relativamente recente, delle sue potenzialità ha dato impulso alla valorizzazione e alla tutela di questo patrimonio: nel 2002 il Comune, l’Ente Parco e la Società Sextantio sottoscrivono la “Carta dei Valori per Santo Stefano di Sessanio”, rilanciando uno sviluppo sostenibile per il borgo nella forma dell’albergo diffuso. È su iniziativa dell’imprenditore svedese Daniele Kihlgren che ha preso forma l’idea di albergo/borgo. Si tratta di un progetto culturale che si basa sul recupero e la trasmissione della cultura identitaria del territorio in cui si sviluppa, attraverso un lavoro di ricerca decennale portato avanti con la collaborazione del Museo delle Genti d’Abruzzo: è il punto di incontro perfetto tra sviluppo turistico e rispetto dell’autenticità del territorio.