Torna per la sua settima edizione The New Atlas of Digital Art, l’appuntamento annuale prodotto da MEET Digital Culture Center e curato da Maria Grazia Mattei, dedicato all’osservazione delle trasformazioni dell’arte digitale contemporanea e dei nuovi linguaggi dell’innovazione culturale. Punto di riferimento internazionale per la ricerca e il confronto sui linguaggi dell’innovazione e della creatività digitale, l’evento si terrà il 23 e 24 giugno nella sede del MEET a Milano con un programma di incontri, dimostrazioni, exhibition e momenti di approfondimento e networking aperti a operatori del settore, studenti e pubblico. The New Atlas of Digital Art è realizzato con la collaborazione del Museo nazionale dell’Arte digitale (MNAD), e con la partecipazione di Regione Lombardia e del Comune di Milano.
Il tema dell’edizione 2026 sarà “Culture Dome”, un’indagine dedicata all’immersività intesa non come evoluzione tecnologica o spazio fisico, ma come nuovo paradigma culturale capace di ridefinire ambienti, linguaggi e forme di partecipazione e di comunicazione. Al centro del dibattito, le trasformazioni che le pratiche immersive stanno generando nella comunicazione, nella narrazione, nella produzione culturale e nell’esperienza del pubblico, contribuendo alla nascita di un ecosistema creativo ed economico in continua evoluzione.
In questo scenario, il corpo occupa una posizione centrale nell’esperienza digitale: non più presenza passiva davanti allo schermo, ma interfaccia sensibile, dispositivo percettivo e spazio di relazione attraverso cui si costruisce il significato dell’esperienza immersiva. Le tecnologie interattive e gli ambienti virtuali ridefiniscono infatti il rapporto tra fisico e digitale, trasformando lo spettatore in partecipante attivo e coinvolgendo movimento, percezione, emozione e prossimità.
Attraverso case history internazionali – tra cui quelle portate da Chiara Casarin, Head of Digital Centre della Fondazione Giorgio Cini; da Alessandra Bogi, Creative Producer di Lucid Realities e Unframed Collection (Francia); da Patrick Moran, Head of Commercial Strategy & Partnerships di Barbican Immersive (Regno Unito); Yuelai Ruan, artista, professore e curatore (Cina); Fahad Al Obaidly, Director of Design della Doha Biennial, Qatar Museums (Qatar); Damian Kirzner, Fondatore e direttore del Mediamorfosis / Direttore e produttore generale dell’Immersive Mafalda (Argentina) – The New Atlas of Digital Art si configura come un vero e proprio progetto di ricerca e un’occasione di confronto tra professionisti del settore, offrendo uno sguardo comparativo sulle più avanzate esperienze nel campo dell’immersività. L’edizione 2026 promuoverà, così, un dialogo tra differenti modelli di innovazione e sperimentazione legati alle esperienze immersive. L’obiettivo è consolidare una rete internazionale di scambio capace di favorire collaborazioni durature, trasferimento di competenze e nuove progettualità culturali, valorizzando al contempo anche i talenti del nostro territorio.
Il programma prenderà avvio da una riflessione sull’evoluzione dei musei e dei luoghi della cultura nell’era digitale, tra la crescente presenza di opere d’arte digitali e l’integrazione di tecnologie, dispositivi e modelli innovativi capaci di ridefinire le modalità di fruizione, il rapporto con il pubblico e la valorizzazione del patrimonio culturale. Musei, centri culturali e spazi espositivi sono oggi chiamati a ripensare la propria funzione e identità attraverso modelli sempre più ibridi, in cui dimensione fisica e ambiente digitale convivono e si integrano. È in questa convergenza che trovano spazio le nuove forme di espressività artistica e i linguaggi emergenti della cultura contemporanea.
Un ulteriore focus sarà dedicato alla cosiddetta “drammaturgia della telepresenza”, con una performance in collegamento realizzata in collaborazione con la SAT di Montreal e con la regia di Claudio Prati di AIEP | Avventure in Elicottero Prodotti, un approccio in cui l’esperienza immersiva assume una dimensione insieme narrativa, simbolica e performativa. In questo contesto, il fruitore non è più semplice spettatore, ma parte attiva di un’esperienza capace di coinvolgere dimensione sensoriale, cognitiva ed emotiva.
Inoltre, una speciale Global Immersive Experience condotta dal Professore Stefano Tirelli approfondirà l’impatto delle opere digitali immersive sul benessere psico-fisico individuale e collettivo, esplorando il modo in cui ambienti sensoriali, suono, immagini e interazione possano influenzare la percezione ma anche avere un impatto neurologico importante.
Infine, ampio spazio sarà dedicato all’analisi delle produzioni immersive internazionali nei diversi settori culturali e creativi, osservando come le più recenti innovazioni tecnologiche – tra cui l’intelligenza artificiale – stiano generando nuovi modelli produttivi, nuove economie e mercati emergenti. Particolare attenzione sarà riservata alle potenzialità dell’immersività per l’entertainment e per la creazione di contenuti capaci di ricostruire il tessuto sociale di una comunità. Saranno inoltre approfondite esperienze innovative che spaziano dalla creazione di opere immersive “site-specific” alla costruzione di nuovi format di spettacolo e intrattenimento. Attraverso il contributo di voci internazionali e casi studio dedicati ai settori emergenti, il programma offrirà uno sguardo comparativo sulle più avanzate sperimentazioni nel campo dell’immersività, mettendo in dialogo esperienze italiane e internazionali, tra cui il caso di FilmMaster.
La Soglia necessaria chiuderà il programma di “The New Atlas of Digital Art 2026” aprendone, di fatto, un altro capitolo che tirerà le fila per una riflessione teorica. Il Consolato Generale di Svizzera e Fondazione Bassetti raccolgono l’interrogativo che ha attraversato le due giornate – ogni esperienza ha bisogno di qualcuno che la faccia: ma a quali condizioni, dentro un paradigma immersivo, un soggetto può ancora dirsi tale? – e lo rilanciano nel campo della società civile, dell’economia e delle culture politiche. La discussione prosegue allo Swiss Corner di Via Palestro – che per l’occasione diventa Swiss Corner by MEET – dalle 09:30 di giovedì 25 giugno, con voci chiamate a misurarsi con quella domanda su altri terreni.
Nel corso delle due giornate sarà inoltre attivo il MEET VILLAGE in collaborazione con Metagate e CoMeta, un laboratorio esperienziale dedicato ai nuovi linguaggi dell’immersività: lo spazio si configura come un atlante delle possibilità espressive dell’arte digitale contemporanea, dove immagini, dati, ambienti virtuali, intelligenza artificiale e interazione si intrecciano in esperienze che superano i confini tra fisico e digitale.
Sarà inoltre possibile visitare la mostra “Synthetic Creatures. Storia, evoluzione e rappresentazione, retrospettiva dedicata alla pioniera dell’arte digitale Rebecca Allen”, insieme a uno showcase di opere del progetto europeo Studiotopia.