Restituire visibilità a uno dei protagonisti delle arti applicate italiane del Novecento, riscoprendo il dialogo tra tradizione artigianale, ricerca artistica e modernità. È questo l’obiettivo di “Nino Ferrari. La forma moderna del metallo”, la mostra in programma dal 7 ottobre al 31 gennaio 2027 nella Sala della Balla del Castello Sforzesco a Milano. Curata da Stefania Cretella e Fiorella Mattio, prodotta da Comune di Milano – Cultura, Castello Sforzesco e Silvana Editoriale, l’esposizione propone un percorso avvincente e rigoroso alla scoperta dell’opera di Nino Ferrari, maestro della lavorazione dei metalli, dell’incisione, del cesello e dello sbalzo su argento, rame e peltro, attivo con straordinario successo tra Brescia e Milano dagli anni Trenta agli anni Settanta del Novecento.
Attraverso un allestimento suggestivo, la mostra presenta al pubblico circa un centinaio di pezzi capaci di svelare l’evoluzione stilistica e l’universo poetico dell’artista. Il nucleo principale del percorso espositivo si compone di sessanta opere in argento, rame, peltro e altre leghe metalliche, che mostrano la versatilità di un artista capace di trasformare superfici rigide in volumi vibranti di luce. A queste sculture e oggetti d’arte si affiancano trenta disegni preparatori su carta e cartoncino, preziosa testimonianza della fase ideativa, e dieci pezzi storici d’officina, tra cui stampi in gesso, utensili da lavoro e manufatti colti in diverse fasi di lavorazione.
Un capitolo centrale dell’esposizione è dedicato all’intenso sodalizio intellettuale e professionale con Gio Ponti. La collaborazione con l’architetto e designer milanese, avviata a partire dagli anni Trenta, ha rappresentato un momento fondamentale per l’affermazione di Ferrari nel panorama nazionale dell’arte decorativa. La mostra ne ricostruisce il dialogo attraverso una selezione di carteggi inediti, fotografie storiche, cataloghi di vendita e riviste dell’epoca, offrendo un quadro vivido e documentato del fermento culturale in cui Ferrari si è mosso.
Tra le presenze di maggior rilievo spicca la ricostruzione del legame con la VI Triennale di Milano del 1936, occasione in cui Ferrari realizzò una coppia di vasi su disegno di Guido Frette, uno dei quali è oggi custodito nelle prestigiose collezioni del Castello Sforzesco.
La maggior parte delle opere selezionate proviene dalla collezione degli eredi di Nino Ferrari, ai quali si uniscono importanti prestiti concessi da collezioni private e dal Castello Sforzesco di Milano, riuniti insieme per l’indiscusso valore stilistico e storico.
La mostra prevede l’allestimento di tre opere di Nino Ferrari nel percorso permanente del Museo delle Arti Decorative (Sala XXXI. Il Novecento) e ricolloca l’artista accanto alle proposte più avanzate del suo tempo, evidenziando il dialogo con stili e forme della modernità nella prima metà del XX secolo.