Il Palazzo da Mosto a Reggio Emilia accoglierà una grande esposizione monografica dedicata a Denis Santachiara, protagonista di primo piano del design italiano e internazionale e originario di Campagnola Emilia. La mostra, intitolata “Denis Santachiara – Estasi dell’artificio, design dal 1966” sarà aperta al pubblico dal 12 dicembre al 14 marzo 2027, offrendo per la prima volta in maniera organica una panoramica completa su oltre sessant’anni di incessante e visionaria attività creativa attraverso una selezione di progetti, opere, installazioni, prodotti, prototipi.
Originario della terra reggiana, Santachiara ha saputo costruire nel tempo un itinerario unico nel suo genere, muovendosi con disinvoltura tra settori differenti e ponendo l’innovazione tecnologica al servizio di una spiccata sensibilità poetica e ironica. La sua storia professionale ha preso le mosse dalle officine meccaniche e dalle prime esperienze nel car design all’interno della Motor Valley emiliana, per poi aprirsi agli sconfinamenti nell’arte contemporanea all’interior design anche per art hotel, scenografie per teatro e cinema, fino alle ricerche avanzate sulla robotica, sugli oggetti che si animano o si trasformano, fino alla creazione di Cyrcus, un ecosistema focalizzato sul design d’autore legato alle tecnologie di fabbricazione digitale.
In ogni sala dell’esposizione, un concetto prende forma attraverso prodotti, progetti, prototipi, studi e materiali di ricerca, restituendo con chiarezza l’itinerario rigoroso che conduce dall’intuizione iniziale alla realizzazione dell’oggetto. Le opere esposte non sono presentate come episodi isolati, ma come espressione coerente di un metodo di lavoro, di una riflessione teorica e di una continua sperimentazione praticata sul campo.
La mostra esplora inoltre il dialogo costante e fecondo tra design, architettura e arte. Questo intreccio multidisciplinare nasce da una precisa convinzione teorica: il design non costituisce semplicemente una disciplina legata all’arredo domestico, ma rappresenta uno strumento culturale capace di interpretare e migliorare la vita quotidiana delle persone. Da questa prospettiva prende forma una ricerca ampia che attraversa ambiti eterogenei, superando i confini tradizionali del design del mobile per confrontarsi direttamente con molteplici settori della progettazione contemporanea.
Un elemento centrale dell’intero percorso è rappresentato dalla formazione autodidatta del progettista. L’assenza di un’educazione accademica formale ha costituito l’occasione per costruire uno sguardo libero, alimentato da passioni personali e privo di vincoli dogmatici. Dalle esperienze iniziali nella Motor Valley e nell’arte si sviluppa un itinerario che, stanza dopo stanza, si amplia dall’Italia al mondo, raccontando l’evoluzione di una visione progettuale sempre più aperta, plurale e interdisciplinare.
L’itinerario espositivo al piano nobile culmina nell’ultima sala, uno spazio interamente dedicato alla dimensione immateriale e metaforica del progetto. È il punto d’arrivo di una ricerca pluridecennale che supera la funzione mera ed immediata dell’oggetto per interrogarsi sul significato profondo del design inteso come linguaggio, come forma di cultura e come strumento capace di dare forma non soltanto alle cose materiali, ma anche alle idee astratte.
Accanto al percorso principale, l’esposizione si arricchisce di una sezione speciale allestita sempre all’interno del palazzo e dedicata alle nuove generazioni del design. In questa area dialogano con la ricerca del maestro diverse opere di designer selezionati dallo stesso Santachiara, testimoniando la continuità di un confronto aperto tra le visioni consolidate e i nuovi linguaggi del futuro.