“Nespolo e Albisola. Fuoco ritrovato”

Dal 30 maggio al 6 settembre, Albissola Marina (Sv) e Savona ospitano la mostra “Nespolo e Albisola. Fuoco ritrovato”, un’ampia rassegna dedicata alla recente produzione ceramica di Ugo Nespolo, a cura di Riccardo Zelatore.

L’esposizione, promossa dalla Fondazione Museo della Ceramica di Savona ETS, ente strumentale della Fondazione De Mari CR Savona, e dal Comune di Albissola Marina, presenta oltre trenta opere inedite, realizzate dall’artista presso la storica manifattura Ceramiche Pierluca di Albissola.

Il titolo scelto per l’esposizione, Fuoco ritrovato, evoca tanto l’alchimia della cottura quanto il rinnovarsi di una tensione creativa mai sopita: quella per la ceramica, che Nespolo coltiva fin dagli anni Sessanta. In questo contesto, la Fondazione Museo della Ceramica di Savona ha riconosciuto la portata di un lavoro che non si limita a riattivare un legame storico, ma lo rinnova in forma contemporanea. La scelta di accogliere la mostra all’interno della propria programmazione risponde alla volontà di sostenere quei processi nei quali la tradizione ceramica albisolese torna a configurarsi come spazio di produzione attiva e aggiornata.

Le opere in mostra testimoniano la capacità dell’artista di tradurre il proprio linguaggio — fatto di incastri cromatici, dinamismo e ironia — nella tridimensionalità della terra plasmata. Per Nespolo, il rapporto con la ceramica non è frutto di un incontro occasionale, ma costituisce un capitolo fondamentale di una ricerca che attraversa, con coerenza e libertà, pittura, cinema, design e decorazione. In questo senso, la ceramica diventa il terreno in cui convergono l’eredità delle avanguardie storiche, il lessico della Pop Art e la sapienza artigianale italiana.

In particolare, questo nuovo ciclo di lavori testimonia la mai attenuata ammirazione di Nespolo per il Futurismo, che ad Albisola ha trovato, negli anni Trenta, alcune fra le espressioni più originali grazie al connubio tra poesia, ceramica, pittura e architettura. Non a caso, molte delle ceramiche del maestro dialogano con quell’universo espressivo, senza mai rinunciare alla propria personale carica generativa.