Perugia, una città ridisegnata da prestigiosi architetti

Giovedì, 05 Gennaio 2012,
Archi-tour in Umbria. I nuovi scenari architettonici delle città opera delle archi-star e dei giovani progettisti di talento, risaltano per scelte linguistiche significativamente contemporanee. Opere recenti, spesso sconosciute, che cercano di dare qualità al paesaggio urbano. Percorrendo le strade dell'Umbria, ci si imbatte in architetture silenziose, dotate di contenuti e passione in un certo senso imprevedibili. Conoscere queste opere significa anche rispondere ad una tematica latente, spesso motivo di dibattito culturale, del rapporto conflittuale dell'Umbria con l'Architettura contemporanea. Iniziando il nostro archi-tour dalla città di Perugia, nomi quali Jean Nouvel, Aldo Rossi, Italo Rota e Paolo Zermani hanno operato con esempi importanti e consistenti di architettura. Jean Nouvel è il direttore artistico delle Stazioni e della linea del Minimetrò, progetto originale scaturito da principi di spazio e funzionalità, dalle linee e dai materiali leggeri e trasparenti, fatta eccezione per il fil rouge dei binari che "corre" sospeso per la città. Altro nome nel panorama delle archi-star è Aldo Rossi con il Centro direzionale di Fontivegge, un'opera dalle forme monumentali e severe, portatrice di un linguaggio architettonico dallo stile geometrico e asciutto, attorno alla piazza del Bacio e la sua fontana. Queste due opere rappresentano forse gli esempi più conosciuti di architettura contemporanea nella città. Ma sempre nella nostra città esistono altre opere di importante rilievo architettonico; Italo Rota è l'autore della Mediateca di San Sisto. L'edificio sfrutta la naturale pendenza del terreno ed emerge come un grande disco atterrato in zona; dominato da grandi vetrate retroilluminate nella zona d'ingresso, e di colore rosa nella parte superiore del disco. Un'architettura quasi emozionale. Anche Paolo Zermani è l'autore di un'opera di gran pregio ma di tutt'altro genere: la Chiesa di San Giovanni Apostolo; la nuova chiesa francescana e il centro parrocchiale. Il volume maggiore della composizione è incastonato nel terreno a costituire un "grande muro"; l'intera composizione ha un notevole impatto visivo e simbolico. Conoscere le realtà dei nuovi scenari architettonici che costellano la nostra regione, rappresenta una ricchezza non solo individuale, ma anche per il nostro territorio. Quindi usciamo a stupirci, perché già dietro l'angolo potremo iniziare il nostro archi-tour in giro per l'Umbria e farne tesoro. Buona Architettura a tutti!

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