“Essenzial”

In occasione della Milano Fashion Week di settembre, Moiré Gallery Milano, galleria d’arte, moda e design in Via Borgospesso 18, presenta “Essenzial”, una mostra dedicata all’incontro tra moda e arte. Il nuovo allestimento mette in dialogo la collezione moda Moiré Editions 02, composta da quattro capi dalla struttura lineare ed essenziale, con una selezione di opere d’arte di Nicoletta Gatti, intitolate “Tracce Essenziali”.

Un progetto espositivo che nasce dalla volontà della fondatrice e curatrice della galleria, Ouafa Lotfi Tahoun, «di andare oltre la funzione dell’abito e oltre la dimensione puramente estetica dell’opera, per esplorare ciò che entrambi condividono: la materia, il gesto, la forma e la capacità di raccontare un’identità. Quattro capi essenziali – giacca, gilet, gonna e pantalone – che diventano presenze nello spazio, elementi da osservare non soltanto come oggetti di moda, ma come espressione di una ricerca sul corpo, la silhouette e la relazione tra ciò che indossiamo e ciò che siamo».

Accanto ai capi sartoriali e realizzabili su misura con tessuti pregiati e naturali come il fresco lana e il charmelaine in pura lana, troviamo le opere “Tracce Essenziali” di Nicoletta Gatti che costituiscono un secondo livello di lettura. I lavori dell’artista piemontese, caratterizzate da tele attraversate da fili intessuti, si confrontano con la collezione moda attraverso un dialogo fatto di forme, superfici, volumi e sensibilità, creando corrispondenze talvolta evidenti, talvolta più intime e percettive.

In questi lavori tessili di Nicoletta Gatti la traccia si fa materia. Il filo attraversa la ruvida superficie della iuta come un segno che cerca il proprio percorso, senza una direzione prestabilita. Linee, incontri, deviazioni e interruzioni costruiscono una sorta di geografia intuitiva, dove il gesto manuale rimane visibile e conserva tutta la sua fisicità. La iuta, lasciata libera e non intelata, non è un semplice supporto: è una materia viva, irregolare, che accoglie e condiziona il movimento del filo. Il lavoro nasce così dall’incontro tra rigore e imperfezione, controllo e casualità, segno e materia. I fili che affiorano, i nodi, le tensioni e le piccole imperfezioni non vengono nascosti, ma diventano parte dell’opera. La traccia non rappresenta qualcosa: è il risultato concreto di un gesto che attraversa la materia e lascia memoria del proprio passaggio. Qui la traccia non viene disegnata: viene attraversata, cucita, lasciata accadere.

L’allestimento si completa con un’opera d’arte inedita, un pezzo unico commissionato in esclusiva da Moiré Gallery Milano all’artista Tita. Un’installazione site-specific in cui la tela e i fili di lana si intrecciano in un gesto unico, creativo e tridimensionale. Fili che oltrepassano i limiti della tela andando a intrecciarsi idealmente con lo spazio circostante, creando così un legame metaforico tra arte e moda.

Il termine “essenziale” diventa dunque il filo conduttore dell’intero progetto: non come rinuncia, ma come scelta consapevole di ciò che rimane quando il superfluo viene sottratto. Una ricerca verso l’essenza della forma, della materia e dell’espressione.

In questo incontro, arte e moda non vengono presentate come linguaggi separati, ma come due forme capaci di interrogarsi reciprocamente. L’abito può diventare opera e l’opera può assumere una dimensione quasi corporea, suggerendo una nuova percezione dello spazio e dell’oggetto.