Accesso Galleria di Pietrasanta (Lu) celebra quindici anni di attività con sei artisti storici della galleria, che espongono opere recenti e lavori del passato in un dialogo che attraversa quindici anni di ricerca condivisa. Tutto questo è “15 Year Anniversary Show”, una mostra che celebra un traguardo emblematico dal 24 maggio al 24 giugno. Fondata nel maggio 2011 come pop-up gallery nel cuore di Pietrasanta, la galleria ha rapidamente consolidato la propria identità, trasformandosi in una presenza stabile nel tessuto artistico cittadino. Dal 2013, anno del trasferimento nella sede attuale di Via Marzocco, Accesso Galleria ha ampliato con continuità il proprio programma, costruendo un percorso riconoscibile e coerente.
Per questa ricorrenza, la galleria riunisce sei artisti storici — Paolo Amico, Sabatino Cersosimo, Peter Simon Mühlhäußer, Amber Sena, Kelly Robert e Bruno Walpoth — cinque dei quali collaborano con Accesso Galleria da oltre un decennio. Provenienti da Italia, Germania e Stati Uniti, gli artisti hanno preso parte a numerose mostre personali e collettive presso Accesso Galleria, mentre tre di loro hanno esposto anche alla Biennale di Venezia.
La mostra si distingue per un impianto curatoriale che mette in dialogo opere recenti e lavori del passato, offrendo una lettura stratificata del percorso condiviso tra la galleria e i suoi artisti. Ne emerge una riflessione corale sul tempo e sulla trasformazione, un cammino fatto di crescita, sperimentazione, intuizioni, errori e relazioni umane e professionali, che hanno contribuito a plasmare identità e visioni.
Il percorso espositivo si apre con i nuovi disegni di Paolo Amico (San Cataldo, 1987), che vive tra Milano e Massarosa. Artista che ha fatto della penna a sfera il suo linguaggio distintivo, Amico mette in dialogo le vedute notturne di Pietrasanta con lavori più datati dedicati ad architetture gotiche e scorci urbani europei. La sua ricerca sulla luce artificiale – lampioni, finestre, dispositivi elettronici – trasforma l’oscurità in un campo neutro in cui il colore acquista significato e plasma il paesaggio.
Il grande dipinto a olio su acciaio ossidato di Sabatino Cersosimo (Torino, 1974), oggi a Berlino, introduce un’altra forma di metamorfosi. Dopo gli studi in pubblicità, design e pittura, l’artista ha sviluppato una tecnica che unisce olio e ossidazioni controllate. Le sue figure emergono da superfici in bilico tra controllo e imprevedibilità, mentre i lavori precedenti, più intimi, rivelano la stessa tensione in una scala diversa.
La scultura in marmo di Lasa di Peter Simon Mühlhäußer (Göppingen, 1982) segna un ritorno consapevole al materiale con cui si è formato alla Scuola del Marmo di Lasa, prima del MFA con lode alla New York Academy of Art. Accostata a opere in bronzo e alluminio, la nuova scultura racconta un percorso che ha attraversato materiali, temi e sperimentazioni. Mühlhäußer ha esposto a livello internazionale e ha partecipato alla 55ª Biennale di Venezia.
Per la prima volta Kelly Robert (Newport Beach, 1976), residente a Massa, presenta una scultura in legno portando in mostra un’energia fisica e interiore. Formata alla Rhode Island School of Design e alla New York Academy of Art, Robert costruisce figure tese, quasi in emersione, che dialogano con un precedente bronzo e mostrano l’evoluzione della sua ricerca sulla resilienza.
Il disegno a matita e carboncino di Amber Sena (Las Vegas, 1980), oggi nel sud della Germania, si confronta con i suoi dipinti dedicati al mondo animale. Laureata alla New Mexico Highlands University e alla New York Academy of Art, Sena ha esposto alla 56ª Biennale di Venezia con opere sulle specie minacciate. La sua attenzione ravvicinata ai soggetti rivela una sensibilità sempre più consapevole e urgente.
Le nuove sculture in legno e bronzo di Bruno Walpoth (Bressanone, 1959), tra i principaliscultori figurativi contemporanei, riportano al centro la figura umana nella sua dimensione più silenziosa. Formatosi nello studio familiare e poi all’Accademia di Monaco, Walpoth unisce la tradizione gardenese alla scultura contemporanea. Le opere precedenti in piombo e ferro mostrano l’evoluzione di un linguaggio sempre più essenziale e introspettivo.