Arriva la mostra personale di Ugo La Pietra al Museo MAN di Nuoro dal 27 novembre al 7 marzo 2027. Curata da Gabi Scardi, si inserisce in un percorso di studio che il MAN sta conducendo sugli artisti italiani che, dagli anni Sessanta in avanti, hanno svolto ricerche sperimentali sulle trasformazioni sociali, la relazione fra individuo, comunità e territorio, attraverso formulazioni teoriche e pratiche artistiche condivise.
“Ugo La Pietra. Domus, Domo” è una mostra che raccoglie circa 80 opere (fra acrilici, oggetti, ceramiche, arazzi, installazioni, disegni e fotomontaggi, film d’artista) e ripercorre la ricerca di La Pietra dal 1960 a oggi. Una significativa selezione di opere punteggia un percorso attraverso diverse categorie dell’abitare, tema cruciale nella ricerca dell’autore, che ha esplorato lo spazio urbano ed extraurbano, attraverso narrazioni e media differenti. Le varie sale di museo sono così connotate dalle diverse tematiche, espresse anche nel catalogo edito da Quodlibet con un progetto grafico firmato da Leonardo Sonnoli: Casa e città, Fuori casa, Dentro e fuori casa, Fare casa, Casa e natura, Casa e giardino.
Come dichiara l’artista: “Dagli anni Sessanta ad oggi la mia ricerca si è sempre sviluppata attraverso l’analisi della società rispetto all’evoluzione dell’abitare, dallo spazio privato a quello pubblico.” Ampliare i confini liquidi dell’architettura significa per La Pietra ragionare sul rapporto fra corpo e spazio, dimensione domestica e soglie aperte sul panorama della città che, a sua volta, diviene luogo qualificato dalla nostra presenza, dalle esigenze, i ritmi, le abitudini, i sogni dell’essere umano, comprese le dinamiche sociali e civiche che ne determinano le scelte.
Il legame con la Sardegna si manifesta nel progetto del 1978 votato alla cultura balneare, ambientato sulla spiaggia del Poetto, dove La Pietra ha catalogato, attraverso un lavoro fotografico e analitico, i famosi “casotti”, ovvero le piccole abitazioni in legno che punteggiavano la spiaggia di Cagliari, realizzate a partire dagli anni Dieci del Novecento. Una forma – secondo la sua riflessione teorica – di “architettura spontanea”, cioè una germinazione naturale di luoghi minimi ma confortevoli, dedicati all’abitare estemporaneo, quali alloggi estivi prossimi al mare, frutto di un design della necessità che, col tempo, si è radicato, modificando la percezione del paesaggio e la vocazione del territorio. Al 1987 risale poi la partecipazione di Ugo La Pietra al progetto “Taccas. Nuovi tappeti sardi”, mostra promossa dall’ISRE e allestita a Nuoro con disegni di artisti, architetti e designer italiani – da De Lucchi a Baj, da Mendini a Sottsass – affidati poi alla tessitura artigianale sarda. Ancora, nel 2009, l’artista realizza un ciclo di ceramiche sarde per la XIX Biennale di Artigianato Sardo. Oggi, presenta un importante lavoro inedito svolto in collaborazione con le tessitrici dello Studio Pratha, che ha dato vita a un ciclo di arazzi, tessuti sulla base dei suoi disegni preparatori.