Il bello e il buono delle feste...un dolce Natale

Lunedì, 10 Dicembre 2012,
Se il Natale ha un gusto, è sicuramente quello dolce. Da sempre infatti i dolci sono i protagonisti della tavola natalizia. Una festa di cose buone, rassicuranti, che diventano nel tempo straordinari meccanismi di evocazione e memoria. Nel gusto, a Natale, si stemperano mille sensazioni, piccole e grandi, alcune personali e molto private, altre da condividere con i nostri cari. Memorie che riaffiorano e giocano il loro ruolo nel riscaldare l'atmosfera: ci affidiamo alla tavola per ricavarne un sapore, una gioia, una felicità che sa di festa di famiglia, di casa. Odori, profumi, oggetti, parole, musica sono i protagonisti nell'attesa notturna di un evento e nell'esplosione dell'evento del giorno dopo. Ognuno ha infatti il suo menù natalizio nel cuore. Già dalla vigilia in Umbria il piatto tradizionale è dolce: sono i maccheroni con le noci, tagliatelle di acqua e farina rigorosamente senza uova, perché giorno di magro, spolverate a strati da una miscela di noci tritate, zucchero o miele, pane grattugiato, scorza di limone, cioccolato e alchermes. Il giorno di Natale poi la tavola si veste di dolci leccornie storiche: a Perugia saranno le Pinoccate, losanghe dolcissime di zucchero albumi e pinoli, dall'incarto a forma di caramella; gli Amaretti e le Pinolate, piccoli bocconcini di impasto di mandorle tritate e albumi, semplici o rivestiti di pinoli; spostandoci poi verso la zona del lago Trasimeno sarà il Torciglione, un mitologico serpentello, impasto di mandorle tritate, con occhi, due ciliegie rosse, e squame, i pinoli. Proseguendo più a sud, a Foligno troviamo la Rocciata che a Spoleto diventerà Attorta, perché avvolta su sè stessa, attorcigliata, un antico retaggio longobardo simile allo strudel ma con due grandi varianti: l'olio umbro nell'impasto e nel ripieno, oltre alle solite mele e frutta secca, il cioccolato, che da noi gioca in casa. A Terni troveremo il Panpepato dove il gusto piccante del pepe nero si sposa con frutta secca, cioccolato e vino rosso. E chi dimentica poi il torrone, mandorle miele albume zucchero, a raccontare la dolcezza del Natale: era granitico e fatto a pezzi dalla mamma con mannaia e martello in cucina, veniva poi sistemato sul vassoio bello ricoperto da un lindo tovagliolo di lino bianco che a fine serata diventava un cencio giallastro per tutte quelle briciole che vi si incollavano sopra. "Un Natale senza doni non è un Natale" brontola Jo March nel capitolo iniziale di Piccole donne. Noi fortunati, che il Natale spesso un tempo è stato senza doni, solo un'arancia, un mandarino, della frutta secca da appendere a qualche ramo di uno sparuto abete di natale, ma mai senza sorrisi, senza abbracci, senza baci, che quelli non costavano nulla e riscaldavano il cuore.

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