Ingo Maurer e l’illuminazione che crea poesia

Giovedì, 30 Marzo 2017,
Designer di lampade con una lunga carriera alle spalle, Ingo Maurer con la sua creatività e curiosità è stato capace di trasformare un oggetto funzionale in una esperienza spirituale perché la luce ha il grande potere di ispirare e creare suggestioni.   Ingo Maurer, lei nasce come tipografo per poi diventare un designer specializzato nel mondo dell’illuminazione. Qual è il filo rosso che lega questo suo percorso professionale? “Sì, ho iniziato come tipografo. Ho sempre sentito un grande bisogno di creare qualcosa facendo uso di tutti i tipi di materiali, comprese anche le composizioni floreali. Ma il filo rosso che lega il mio lavoro da tipografo con la mia carriera professionale è stato semplicemente quello di dover mantenere una giovane famiglia per pagare i pannolini. Quindi guadagnare soldi”.   Dopo i suoi studi, ha trascorso un periodo negli Stati Uniti: quanto ha inciso sulla sua formazione e cosa le ha trasmesso questa esperienza? “La mia immigrazione verso gli Stati Uniti è stata una delle migliori cose che ho fatto nella mia vita. Perché? Nel 1960 arrivai negli Stati Uniti dove non trovai recinzioni come in Europa. Ignorando il rigore della Germania. In quel momento c’era una grande apertura in America ed erano grandi nella comunicazione. Io ne ammiravo la creatività. Quasi subito ho trovato un lavoro in una piccola agenzia di pubblicità e dopo tre mesi sono diventato il direttore artistico. Senza alcuna esperienza in questo campo, mi sentivo perso in un primo momento, ma... sì, si può fare, se si vuole veramente”.   La sua ricerca si concentra sugli apparecchi di illuminazione, interpretati come oggetti poetici capaci di creare suggestioni. Qual è per lei il significato di luce? “Ho qualche problema con la parola ‘oggetti poetici’, ma io non conosco nessun altra descrizione migliore. La poesia non può essere costruita. Semplicemente accade. Quello che è suggestivo molto difficilmente può essere costruito. Anche in questo caso: semplicemente accade.  La luce ci nutre in molti modi. Dalla funzione fino alle esperienze spirituali. La luce venne attraverso una bottiglia di vino rosso a Venezia dopo un ottimo pasto. Lo spirito della luce, una buona luce, mi dà grande soddisfazione. La consapevolezza e la dolcezza sono fondamentali per creare la luce. E pensare agli esseri umani”.   Nel progettare e produrre delle proprie lampade, ha sempre portato avanti un’attività di innovazione e sperimentazione di nuovi materiali e meccanismi ottici. Quale è la molla che lo spinge a cercare sempre qualcosa di nuovo?  “Una forte percezione e la curiosità. Per fortuna entrambe mi sono state donate. Evitare la noia. È per questo che ho trattato la luce in tanti modi diversi. E inoltre avere una grande squadra. Grande rispetto”.   Numerosi sono stati i riconoscimenti e i premi a livello internazionale, qual è quello che le ha trasmesso una maggiore emozione? “Il Compasso d'Oro in Italia e il premio Oribe dal Giappone: sono questi i premi che ho apprezzato di più. Entrambi i paesi mi hanno dato un grande incoraggiamento e ispirazione”.   Quali sono i progetti e le attività che ha in serbo per il futuro?  “Abbiamo la fortuna di avere progetti meravigliosi. Le sfide sono sempre le benvenute. Non ho alcun piano per il futuro. Prendo la vita come viene. Vivere un po' più in Maremma, cercando di migliorare il mio orribile italiano, godendomi il cibo, il vino e, ultimo ma non meno importante gli esseri umani”.   INGO MAURER AND THE LIGHTING THAT CREATES POETRY Designer of lamps with a long life career, Ingo Maurer with his creativity and curiosity has been able to transform a functional object into a spiritual experience because the light has the great power to inspire and create suggestions.   Ingo Maurer, you have begun your job as a printer and then became a designer specialized in the lighting field. What is the common thread that binds your professional career? “Yes, I began as a typographer. I always had the need to create thinks with all kind of materials or even with flower arrangements. But the red thread that binds the job of typographer to my professional career is simply due to support a young family and paying the diapers. That is earning money”.   After your studies, you have spent a period of time in the United States: how this experience has affected your training and what it has given to you?  “My immigration to the US was one of the best things I have done in my life. Why? In the 1960s I arrived in the US where I didn’t find fences like in Europe. Shrugging of the constraint of Germany. America’s great openness at that time, great in communication, admiring creativity. Almost immediately I got a job in a small advertising agency and after three months I became the Art Director.  With no experience in this field, I felt lost at first but… Yes, you can do it, if you really want”.   Your research is focused on the lighting interpreted as poetic objects that create suggestions. What is the meaning of light for you?  “I have some problem with the word ‘poetic objects’ but I don’t know any other better description. Poetry cannot be constructed. It simply happens. Something suggestive can very hardly be constructed. Again: it just happens. Light feeds us in many ways. From function to spiritual experiences. Light came through a bottle of red vine in Venice after a great meal. The spirit of light, good light, gives me great satisfaction. Awareness and gentleness are fundamental to create light. And thinking of the human beings”. In designing and producing your own lamps, you have been always pursuing an activity of innovation and experimentation of new materials and optical mechanisms. What is the driving force that motivates you to try always something new? “Strong perception and curiosity. Both have fortunately given to me. Avoiding boredom. That’s why I have treated light in so many different ways. And in the back of a great team. Great respect”.     You have been receiving a number of awards and prizes at an international level; which is the one that has made you feel a particular emotion? “The Compasso d’Oro from Italy. The Oribe prize from Japan. These are the prizes I enjoyed most. Both countries have given me great encouragement and inspiration”.   What are the projects and activities you are implementing for the next future?  “We are lucky to have wonderful projects. Challenges are always very welcome. I have no plan for the future. I take the life as it comes. Living a bit more in the Maremma, trying to improve my horrible Italian, enjoying the food, wine and last but not least the human beings”.

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