Natura, spettacolo e silenzio: l’evento “Immaginaria” nella foresta umbra

23.07.20 , Ambiente , Carlo Timio

 

Natura, spettacolo e silenzio: l’evento “Immaginaria” nella foresta umbra

In un connubio perfetto tra natura e spettacolo, rafforzato da un soave silenzio tipico di un ambiente incontaminato, si è tenuta una performance artistica tra gli alberi che ha visto protagoniste ballerine e acrobate professioniste. Il tutto si è tenuto all’interno di una delle foreste più affascinanti d’Italia collocata tra Piegaro e Città della Pieve.

L’originalità dell’iniziativa culturale denominata “Immaginaria” nasce dalla visione di voler connettere in modo intimo l’uomo e la natura per cercare di dare voce a un messaggio forte di rispetto dell’ambiente che può essere espresso sotto molteplici forme, che in questo caso si sintetizzano in un’unione spirituale e materiale tra cultura e natura. Il progetto, ideato e realizzato dalla Fondazione Giordano – appartenente alla famiglia Margaritelli –, nell’ambito delle iniziative culturali e scientifiche che mette in pratica con un forte spirito di creatività e innovazione, si basava su un’esibizione di danza aerea in cui le danzatrice arrampicandosi sinuosamente in una sorta di lunga striscia di lenzuolo bianco candido, riuscivano ad effettuare dei movimenti vertiginosi da capogiro, lasciando letteralmente a bocca aperta il ristretto numero di partecipanti.

Danzatrici acrobate

Come ha sottolineato Andrea Margaritelli, brand manager di Listone Giordano, commentando lo spettacolo:Il nostro futuro è legato gran parte alla capacità di preservare l’ambiente. Il Lockdown ci ha ricordato che ambiente e salute sono diventati sempre di più sinonimi e la salute dell’uomo è in larga misura legata al contesto nel quale viviamo, la qualità dell’aria che respiriamo e la qualità del cibo che mangiamo, Vedere insieme uomo e natura attraverso un movimento fisico e artistico, significa immaginare il futuro e credo che questa sia una delle chiavi di lettura di questa esibizione”.

La foresta nella quale si è tenuto l’evento, di proprietà dei Margaritelli, oltre ad avere una storia piuttosto affascinante, detiene anche tutta una serie di primati sia per le caratteristiche naturali che la contraddistinguono che per una serie di attività culturali e scientifiche che hanno come protagonisti assoluti gli alberi.

La storia della foresta parte da lontano. Nel 1969 sono stati piantati venticinque ettari di conifere, gli alberi che stanno ospitando la sperimentazione scientifica sul cambiamento climatico e dove tempo fa è stato organizzato un evento in cui sono state fatte suonare trentasei piante dimostrando che una foresta può esprimersi come se fosse un’orchestra naturale. Nello spettacolo “Immaginaria” invece è stato esaltato l’aspetto visivo, in cui il silenzio è stato utilizzato come musica di sottofondo nel rispetto della natura che si è unita alla naturalezza della danza con i suoi movimenti sinuosi e aggraziati, volti a rimarcare l’ineccepibile armonia tra uomo e natura.

Nel 1999 sono state ripiantate ulteriori ventidue mila querce (provenienti dalla foresta di Bertrange in Francia) in altri dieci ettari, segnando il più importante intervento a livello italiano di riforestazione. Queste querce sono frutto di una straordinaria selezione, perché in Francia la gestione forestale sostenibile si basa sul principio naturalistico, secondo cui si lascia alla natura fare il suo ciclo, si parte da un anno zero piantando un milione di querce a ettaro e si selezionano nell’arco di centottant’anni le sole cento piante più belle, che sono le uniche ad aver diritto a far cadere il seme, dando così luogo alla generazione successiva. Continua Andrea Margaritelli: “Così facendo si capisce che alla fine si ha ottenuto un patrimonio genetico incomparabilmente superiore, ricco di storia e tradizione, botanicamente rilevante, che è poi stato portato in Umbria dando vita al primo esempio italiano di riforestazione partita da zero”. Tale foresta è una delle realtà scientifiche più interessanti a livello italiano e anche europeo, è un laboratorio a cielo aperto in cui si fanno sperimentazioni. Lo spazio è aperto anche alle scuole per far comprendere agli studenti il valore di una foresta e di ciò che nasconde, facendogli toccare con mano questa realtà e il suo funzionamento.

Andrea Margaritelli, brand manager Listone Giordano

Questa sperimentazione in corso, che è monitorata da almeno tre, quattro istituti di ricerca, permette di trasmettere oltre dieci mila dati al giorno via wifi che vengono trasmessi a Roma dove c’è il centro italiano e da lì i dati arrivano ai cinque continenti in cui si sta facendo un monitoraggio del cambiamento del clima attraverso il contesto naturalistico, e l’unico elettrodo italiano si trova in questa foresta. Il progetto Trace, realizzato per la prima volta in Italia dal Pefc (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), e dal CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti Climatici) monitora in tempo reale lo stato di salute di boschi e foreste attraverso tecnologie IoT (Internet of Things). La sperimentazione mira a integrare e migliorare gli attuali sistemi di certificazione delle foreste e delle piantagioni di alberi.

Ciascun albero coinvolto in questa sperimentazione è dotato di un pacchetto di sensori per misurare diversi parametri eco-fisiologici, quali i flussi d’acqua, la crescita in diametro, la quantità e la qualità del fogliame, la stabilità, la respirazione, la salute e la mortalità degli alberi in risposta a fattori umani e climatici.

L’Umbria pertanto può considerarsi un faro a livello nazionale per la selvicoltura durabile, a lenta ricrescita, essendo stata la prima foresta italiana che ha ottenuto la doppia certificazione.

“Del resto le foreste – continua Margaritelli – sono responsabili del cinquanta per cento della capacità del nostro pianeta di assorbire l’anidride carbonica, quindi ciò significa che il cinquanta per cento della speranza di dare un futuro alle prossime generazioni e di evitare i cambiamenti climatici e quindi il surriscaldamento del pianeta si deve alle foreste. L’Umbria in questo può giocare un ruolo fondamentale considerando che questa foresta con i suoi primati può fare da apripista anche per nuove e ulteriori attività di ricerca e sperimentazione, unita al settore culturale”.

 

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