sezione arte riflesso magazine

Sant'Ambrogio e l'enigma delle scacchiere

Sabato, 21 Marzo 2015,
Arte,
È il 1135. Il monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle fa il suo ingresso a Milano, ma non è solo: ad accompagnarlo c’è un nutrito gruppo di Templari. Da questo momento in poi la storia di Milano si intreccerà a doppio filo con quella dei monaci guerrieri, talmente tanto che il loro passaggio lascerà la città disseminata di simboli indecifrabili. A partire dalla Basilica di Sant’Ambrogio. La parte alta del nartece (la pre-facciata della chiesa) presenta sulla destra una misteriosa scacchiera ricavata nel cotto del muro, disposta a rombo e sottolineata da tre strisce bianche. È di sette caselle per lato, per un totale di quarantanove. Una volta superato il nartece, sulla facciata vera e propria della chiesa e a destra del portone principale, è possibile notare un’altra scacchiera, mentre all’interno dell’edificio, sul muro a sinistra, ne compaiono altre due. Le ipotesi sono molte, ma secondo alcuni la soluzione dell’enigma va ricercata in Terra Santa, a Gerusalemme. Qui i Templari scelsero come loro sede la Moschea di Al-Aqsa, che si credeva sorgesse sulle antiche rovine del Tempio di Salomone. Proprio dal pavimento del Tempio, che si diceva avesse l’aspetto di un’enorme scacchiera, i monaci guerrieri potrebbero aver preso in prestito il Beauceant, lo stendardo diviso in due parti simmetriche, una bianca ed una nera, simbolo del loro ordine. Ma la scacchiera va ben al di là del gioco venuto dall’Oriente (secondo molti portato in Europa proprio dai Templari), poiché essa rappresenta la lotta tra Bene e Male, Luce e Ombra, al termine della quale sarà l’ordine a trionfare. Proprio come nel gioco degli scacchi. La facciata della Basilica di Sant’Ambrogio su cui ora è possibile osservare due delle quattro scacchiere è stata ricostruita proprio negli anni in cui i Templari soggiornarono nella città. E fu proprio nella chiesa che Bernardo di Chiaravalle, fondatore della Regola dell’ordine templare, scelse di dimorare con i suoi compagni di viaggio durante il soggiorno. Ma, prima di arrivare a Milano, i Templari, a contatto con gli arabi in Terra Santa, avevano appreso l’alchimia, la numerologia e l’astrologia. Le varie combinazioni numeriche ricavabili dalle scacchiere della basilica ambrosiana hanno infatti significati alchemici, come il 3, che rievoca i colori fondamentali della Grande Opera alchemica (nero-bianco-rosso) o astrologici, come il 7, che indica le sfere celesti, e il 21, che rappresenta il giorno in cui cadono solstizi ed equinozi o il numero dei tarocchi. CURIOSITÁ. LA COLONNA DEL DIAVOLO All’esterno della Basilica di Sant’Ambrogio c’è una colonna proveniente dalla necropoli paleocristiana su cui sorge la chiesa. La chiamano Colonna del Diavolo, per via di due fori circolari sulla sua superficie. Secondo la leggenda, una notte Sant’Ambrogio ha schivato un assalto del Demonio tentatore, il quale è andato a finire con le corna dritto contro la colonna, lasciandovi i due buchi. Sembra che infilare le dita nei fori porti fortuna e che talvolta si possano sentire l’odore di zolfo e le voci dei dannati promanare da essi.

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