Piegaro: una storia riflessa sul vetro

Martedì, 06 Marzo 2012,
La tradizione vetraia si è tramandata di generazione in generazione fondendosi saldamente con questo borgo di origine romana Le vicende di Piegaro si intrecciano con quelle di Venezia, che nel 1292 bandì dalla città tutte le fornaci. Il decreto comportò il loro trasferimento a Murano e l'esodo di alcune maestranze. Quando un gruppo di questi mastri vetrai veneti giunse nelle vicinanze del Trasimeno e notò l'abbondanza di bosco ceduo (ottimo materiale da combustione) intorno a Piegaro, scelse di accendere qui le proprie fornaci. In poco tempo la qualità dei prodotti artistici ivi prodotti era nota a livello nazionale. Nel 1321 l'architetto Lorenzo Maitani commissionò alla vetreria piegarese la realizzazione dei mosaici per la facciata del Duomo di Orvieto. Prodotti di elevato pregio furono poi sfornati per adornare altre note cattedrali come quelle di Bologna, Perugia e Milano. Nel 1480 Federico da Montefeltro volle un mastro vetraio piegarese per produrre arredi da tavola per la sua corte. La tradizione vetraia si è tramandata di generazione in generazione, fondendosi saldamente con questo borgo, di origine romana. Sembrerebbe infatti, che alcuni legionari romani fondarono Plagarium nel III sec. a. C., per rifugiarsi e curarsi le ferite, a seguito dell'assedio di Chiusi. Da qui potrebbe derivare il nome Piegaro - Plagarium, da plaga - ferita, quindi luogo di rifugio dei feriti. Durante il medioevo fu feudo di importanti famiglie di Montegabbione e di Orvieto e, dopo una breve periodo di indipendenza, alla fine del XIII secolo passò prima sotto il dominio di Perugia e poi dello Stato Pontificio, fino all'Unità d'Italia. Il piccolo centro storico conserva alcuni tratti delle mura medievali e resti delle torri. Dentro le mura sono degni di nota il settecentesco Palazzo Misciatelli-Pallavicini, con eleganti saloni con affreschi di scuola manieristica e la residenza-fortezza dei Conti Bulgarelli. Interessanti sono la Chiesa di San Silvestro Papa con all'interno dipinti del XVI-XVII sec. e la Chiesa della Madonna della Crocetta, fondata dalla Confraternita della Crocetta, che faceva riferimento ai vetrai. Di fronte all'attuale Palazzo Comunale sorgeva l'antico municipio, distrutto durante il secondo conflitto mondiale. Esso era opera dell'architetto Guglielmo Calderini (autore, tra l'altro, di Palazzo Cesaroni a Perugia e del Palazzo di Giustizia a Roma). Certamente da visitare è l'antica vetreria, che dal 2009 ospita il museo che raccoglie testimonianze della centenaria storia della produzione vetraria piegarese. Questo suggestivo esempio di archeologia industriale racconta una storia fatta di vetro, ma per niente fragile. UN ELEFANTE A PIETRAFITTA Cosa ci faceva un elefante a Pietrafitta (comune di Piegaro)? Con questa domanda inizia il viaggio del quarto progetto targato Umbria Nascosta (www.umbrianascosta.it), un'associazione di documentaristi made in Perugia. Prima di rispondere alla domanda dobbiamo tornare indietro di 200 milioni di anni, quando l'Umbria era un bellissimo mare. Il documentario ripercorre l'affascinante storia geologica e paleontologica della nostra Regione, con interviste a scienziati e con testimonianze dei collaboratori del Premio Nobel Luiz Alvarez, descrivendo i siti di maggior importanza e i più straordinari ritrovamenti fossili. Il documentario, prodotto da Philms, è patrocinato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, dalla Regione, Provincia e Comune di Perugia.

ARCHITETTURA ALTRI ARTICOLI

PRECEDENTI

PRECEDENTI

IN EVIDENZA

IN EVIDENZA

NUOVI

NUOVI