Il Molise che sorprende: la Cattedrale di Trivento

Mercoledì, 28 Giugno 2017,
Nell’intricato labirinto del centro storico, tra le viuzze di pietra bianca e la brezza fresca che avvolge l’intero abitato, spicca, sbucando all’improvviso, la magnificenza della Cattedrale di Trivento e della sua torre campanaria. Questo è da secoli immemori considerato un luogo sacro: sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla dea Diana (un’iscrizione di epoca romana nella cripta lo testimonia), agli albori del cristianesimo, l’edificio venne eretto in onore dei santi Nazario, Celso e Vittore anche se la prima data, incisa su una pietra all’ingresso della chiesa, indica il 1076 d.c. come l’anno zero della struttura cristiana. Nel corso del tempo, la cattedrale venne ristrutturata diverse volte fino alle ultime modifiche apportate negli anni Ottanta del Ventesimo secolo. Della chiesa originaria però si possono ancora ammirare il paramento murario e la porta sul lato sinistro della facciata mentre, entrando sulla sinistra, si trovano degli elementi costruttivi di alcuni pilastri che sono di epoca medioevale. Dal portale turistico della provincia di Campobasso leggiamo una puntigliosa descrizione: «La facciata neoclassica, costruita nel 1905, è divisa in due dalla trabeazione. Il portale presenta una particolare cornice e un timpano, incorniciato da tre paraste per lato. Nella parte superiore della facciata vi è un mosaico racchiuso in una cornice architettonica. […] A destra della facciata vi è la torre campanaria in pietra locale, che si eleva per ben quattro piani. La pianta della chiesa è a tre navate, divisa da archi a tutto sesto, che montano su pilastri con paraste e capitelli corinzi. Le decorazioni plastiche in stucco della navata centrale si possono ammirare anche nelle volte delle navate laterali e nella cupola. L'altare maggiore, datato al 1743, è in marmo e presenta delle piccole sculture sul tabernacolo e nelle parti laterali; le pareti del presbiterio sono adornate con tre tele e con un coro ligneo settecentesco, realizzato da una sapiente bottega locale. Di notevole pregio è la Sacra Famiglia in terracotta della scultrice Amalia Dupré, come l'organo settecentesco, sul cui parapetto sono raffigurati dei putti che suonano i vari strumenti». Un capitolo a parte merita la cripta, piccolo ma grande gioiello dell’architettura molisana. Questa è la base dell’intero edificio, il primo strato delle diverse costruzioni che si sono succedute nel tempo. «È divisa in sette piccole navate longitudinali e tre trasversali, con archi a tutto sesto e con volte a crociera sorrette da colonne (di cui alcune monolitiche) e pilastri, la navata principale termina con tre absidi. Molti dei materiali sono di reimpiego degli edifici del municipio romano di Trivento: si tratta di diversi capitelli, della suddetta iscrizione, di tratti di muratura in opera reticolata presenti sulla parete laterale ed infine di un'altra iscrizione a carattere funerario. Sull'altare vi è una lunetta in pietra, del XIII secolo, con bassorilievo raffigurante la Trinità, fiancheggiata da due angeli e due delfini». Trivento e la sua Cattedrale entrano di diritto tra le meraviglie di quel Molise sconosciuto ma sempre pronto a sorprendere. Andrea Mastrangelo

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