La Basilica di Santa Croce: simbolo del barocco salentino

Mercoledì, 28 Giugno 2017,
La Basilica di Santa Croce, simbolo del barocco salentino, stupisce ogni visitatore presentandosi all’improvviso a pochi metri dalla piazza principale di Lecce. Essa, in tutta la sua sfarzosità, rappresenta un unicum rispetto agli altri monumenti coevi presenti in città per la cascata decorativa della facciata e per la fantasia ornamentale. I suoi natali sono stati travagliati. I lavori, iniziati nel 1353, si interruppero quasi subito a causa della morte del suo mecenate, Gualtiero Di Brienne, per poi riprendere nel 1549 ad opera dei più importanti architetti salentini dell’epoca: Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna. La Chiesa, terminata nel 1699, porta su di sé i segni del passaggio di questo lungo lasso di tempo. Basti osservare la facciata principale, un organismo plastico complesso, che presenta elementi tipici del Rinascimento Cinquecentesco ed esuberanti fantasie barocche, il tutto in un armonioso complesso architettonico di grande prestigio. La facciata si distingue per la sua magnificenza. La parte alta è di Cesare Penna, quella più ricca di ornamenti, con una balconata tenuta su da figure come leoni, grifi, draghi e colonne.  L’elemento di maggior pregio dell’ordine superiore è il raffinato rosone barocco, tra i più eleganti della storia dell’arte moderna. Il rosone, turbinio di foglie d’acanto e cerchi decorati finemente, esalta l’intero organismo architettonico, innalzandosi a simbolo del Barocco leccese. Ai suoi lati ci sono due colonne corinzie che separano la zona centrale da quelle laterali in cui due nicchie ospitano le statue di San Benedetto e Papa Celestino V. Ai lati della facciata, invece, si ergono due statue femminili simboleggianti la Fede e la Fortezza. La facciata è chiusa nella parte alta dal timpano, con la croce al centro. Le trionfali decorazioni del frontale sono l’interpretazione figurativa e mai banale di elementi simbolici ben precisi come fiamme, leoni, pellicani, melograni, che si combinano in un disegno morbido capace di accostare immagini pagane e cristiane, alternate a fiori, animali, angeli, stemmi e le sfere con la croce.  Aspetto che da sempre suscita curiosità, sono le cosiddette faccette di Santa Croce, ossia volti che fanno capolino dagli elementi ornamentali: il profilo di un uomo con un grosso nasone immediatamente a sinistra e a destra del rosone centrale; con barba e baffi è invece una seconda figura, collocata davanti al leone che regge il cartiglio. Altri volti, in alcuni casi con tratti poco umani, si scoprono osservando con attenzione, e con la luce giusta, l'intricata decorazione. Chi sono questi personaggi? La risposta più attendibile è che siano proprio gli autori di questa splendida decorazione ad aver lasciato, così, la loro firma. Non ci sono prove inconfutabili, ma risulta plausibile che, consci della notorietà che questa costruzione avrebbe avuto, gli autori abbiano voluto firmare il loro capolavoro. Mariangela Serio

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