La piassa ombelico della città

Lunedì, 06 Febbraio 2017,
Tra le molte piazze di Torino, piazza Castello è quella che maggiormente conserva l’impronta del passato; dopo Piazza Vittorio Veneto, Piazza Castello, con i suoi 40.000 metri quadri, è la seconda piazza più grande di Torino. La piazza, ubicata nel centro del capoluogo piemontese, fu progettata dall’architetto Ascanio Vitozzi nel lontano 1584. Centro della vita aristocratica durante il regno sabauda, Piazza Castello è ancora oggi il centro nevralgico della città di Torino. Cuore della città in passato come nel presente, la piazza è circondata su tre dei suoi quattro lati dai famosi e caratteristici portici della città di Torino. Questi portici ospitano oggi numerosi servizi commerciali e sono uno dei luoghi dello shopping torinese. Da Piazza Castello si diramano le quattro grandi strade direttrici di Torino: Via Po, Via Pietro Micca, Via Roma e Via Garibaldi, che è una delle strade pedonali più lunghe d’Europa. Ampia e quadrata, essa è occupata al centro da palazzo Madama, l’edificio che più di ogni altro riassume la millenaria storia della città. Dietro la splendida, scenografica facciata che nel 1718 lo Juvarra costruì per collocarvi il famoso scalone, capolavoro del barocco, ancora si innalza salda la mole del castello duecentesco. Il Castello fu  iniziato dai signori monferrini nel 1200 incorporandovi le torri di una precedente porta romana. L’edificio, con la sua incongruenza stilistica, non interrompe la lineare compattezza delle masse edilizie perimetrali, disegnate nel 1584 dal Vitozzi, ribadita poi dal palazzo reale che Amedeo di Castellamonte arretrò per accentuarne la monumentalità e aumentare i valori prospettici e spaziali, in fondo ad un vasto cortile. Più recenti sono la pavimentazione, avvenuta nella prima metà dell’800, e la posa dei monumenti collocati sui tre lati di palazzo madama: il monumento all’Alfiere Sardo (1857), il monumento ai Cavalieri d’Italia (1923) e il monumento a Emanuele Filiberto duca d’Aosta (1937) senza contare le lapidi commemorative, ce ne sono ben quindici.  Nel 1999, la zona pedonale antistante al Palazzo fu completamente lastricata poi quasi completamente sostituita da sienite nel 2014, corredata di quattro piccole fontane quadrate a getto d’acqua, dette a scomparsa, cioè a raso suolo. Unici elementi che mettono una nota di vivacità nella severa uniformità dell’ambiente, sono le cupole del Guarini, quella di San Lorenzo, sul lato che fronteggia palazzo Madama, e l’altra della Sacra Sindone, emergente dalla reggia, nelle quali invenzione e fantasia sembrano non trovare confini.

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