Il tempio di Segesta e la sua perfetta conservazione

Venerdì, 13 Maggio 2016,
 
La splendida e immutata visione di un tempio dalle forme greche ci si offre nel territorio di Segesta zona archeologica situata nelle vicinanze di Calatafimi in Sicilia.  Il tempio di Segesta è un periptero esastilo di ordine dorico costruito nel V sec. a.C. Il peristilio ha conservato quasi completamente intatte le 36 colonne in roccia calcarea dorata, prive di scanalature. La mancanza di rifiniture e di una cella interna fa supporre che la costruzione sia stata abbandonata prima della fine. Questo fatto dà un ulteriore valore storico al sito perché è possibile trovare traccia di elementi che indicano come venissero costruiti i templi. Il tempio costituisce il reperto più importante dell’antica città di Segesta che, sorta durante il periodo degli Elimi nel XII sec. a.C., ebbe il suo massimo sviluppo in epoca greca per poi decadere durante il periodo romano. Devastata da Vandali e Saraceni durante il medioevo se ne dimenticò anche il nome.  La città sorgeva più in alto del tempio sul monte Barbaro dove tuttora è possibile visitare l’acropoli e accedere al teatro conservatosi in perfette condizioni. Sull’acropoli settentrionale si trova l’agorà, i resti di abitazioni rupestri e la necropoli di età ellenistica. Lungo lo stesso versante intorno al II sec. a.C. fu costruito il teatro che ha come scenario naturale il panorama del golfo di Castellammare e del monte Inici. Dal punto di vista costruttivo il teatro di Segesta riassume in sé i caratteri degli edifici di spettacolo greci coniugati con la tecnica di costruzione romana, come indicato dalla presenza di un muro di contenimento della cavea realizzato in blocchi di calcare.  L’unica fonte sulle origini di questa città rimane la storiografia greca. Il primo autore che fa riferimento agli Elimi è Ellanico di Lesbo, storico del V sec. a.C. il quale sosteneva che sarebbero una stirpe proveniente dalla penisola italica, rifugiatasi in Sicilia per sfuggire agli Enotri; mentre secondo Tucidide si tratterebbe di profughi troiani scampati alla distruzione della città. Entrambe queste testimonianze purtroppo non possono essere verificate, ma il dibattito intorno alle origini degli Elimi e di Segesta non si è mai del tutto placato. Il comune di Calatafimi Segesta organizza nel periodo estivo delle manifestazioni e dei laboratori teatrali al fine di far rivivere gli scenari suggestivi del teatro e del tempio. Se si visita l’area archeologica nel periodo estivo è consigliabile controllare se sono state organizzate manifestazioni in modo da abbinare ad una piacevole passeggiata tra questi resti ellenistici la visione di spettacoli teatrali e concerti, che di solito sono organizzati al tramonto permettendo di godere della vista del tempio illuminato di notte. Sembra quasi che la storia si sia fermata e abbia lasciato un segno su queste montagne. La possibilità di sentire un coro greco ripetere le stesse parole di testi che hanno più di mille anni su un palco realizzato proprio per mettere in scena quegli spettacoli fa riflettere. La modernità può esistere senza un passato? La tecnologia che ci consente di disegnare architetture sempre più complesse dovrebbe fermarsi a studiare quelle forme geometriche semplici che resistono ai secoli e quelle leggi dell'acustica che vengono rispettate senza alterazioni, senza leghe di metalli o legni pregiati dalle curve improbabili. Paola Faillace

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