Gargano, spiritualità tra terra e mare

Mercoledì, 21 Settembre 2016,
Abitata in antichità dalla fiorente civiltà dei Dauni di origine illirica, il Gargano, “sperone” d’Italia, è senz’altro una di quelle “Puglie” – insieme al Tavoliere della Capitanata, le Murge, la Valle d’Itria e il Salento, solo per sintetizzare –, che costituisce, ognuna con una forte e singolare identità, la regione Puglia nei suoi confini politici.  Un promontorio montuoso dalla ricchissima biodiversità che offre in un’estensione alquanto relativa, contesti ambientali così vari e in contrasto da sorprendere ogni visitatore. Le aree umide dei due laghi di Varano e Lesina, le falesie di calcare bianco pennellate di macchia mediterranea e pini d’Aleppo in affaccio sulle incantevoli baie tra Mattinata, Vieste e Peschici, i valloni “western” vestiti di olivi e mandorli nella piana di Manfredonia, la sorprendente e rigogliosa foresta umbra animata da daini e cerbiatti, le vette aride e nude del Monte Calvo e quell’appendice adriatica dal mare cristallino rappresentata dalle isole Tremiti. Sul piano storico-artistico-culturale sono le eredità di epoche lontane e le contaminazioni dovute al sovrapporsi delle dominazioni di popoli diversi ad aver arricchito questa terra. Dall’era preistorica con il rinvenimento di rarissime orme di dinosauri nel territorio di San Marco in Lamis, dalla religiosa civiltà Daunia, di cui restano le celebri Stele funerarie, autentici libri di pietra, passando per la colonizzazione greca e la civiltà romana che incentivò infrastrutture viarie per la nascita di rilevanti città come Siponto, emporio marittimo e ponte tra occidente e oriente. Ma sarà il culto religioso Micaelico, profondamente venerato dalla civiltà longobarda espressa nel centro-sud dal ducato di Spoleto e Benevento, a favorire lo sviluppo del Gargano. Il Santuario di Monte Sant’Angelo costituirà infatti, nella via sacra langobardorum, una meta di pellegrinaggio che si protrarrà per tutto il medioevo come ultima tappa prima di salpare in Terra Santa. Lo stesso Francesco di Assisi nel 1216 compirà questo viaggio.  Gioielli d’architettura romanica come la chiesa di Santa Maria di Siponto saranno edificati sotto la reggenza dei Normanni, fondatori del Regno delle Due Sicilie, poco dopo l’anno 1000 mentre con il diretto discendente della casata, l’illuminato Imperatore, Re di Germania, di Gerusalemme e di Sicilia, Puer Apuliae, da molti considerato il Primo Uomo del Rinascimento, Federico II di Svevia, che il Gargano si doterà di imponenti castelli accompagnati da fenomeni di conurbamento. E se nell’entroterra nascevano le basi di una civiltà feudale strutturata in latifondi, terre di pascoli e transumanze, tratturi e masserie, che connotano ancor’oggi il territorio, le città costiere vivranno sempre in tensione per gli assalti dei saraceni e dei turchi di cui ne reca memoria e stigmate la città di Vieste. Seguiranno dominazioni Angioine e Aragonesi ed un periodo di pace in cui il feudo del Gargano fu concesso nel ‘400 in segno di riconoscenza al valoroso principe albanese Giorgio Castriota, lo Skanderbeg, dal Papa battezzato “Atleta di Cristo e Difensore della Fede”. Con i Borboni un periodo florido e di prosperità, grazie a manovre di potenziamento del tessuto agricolo, colture intensive e bonifiche di aree paludose saranno gli ultimi momenti di lancio e sviluppo economico dal momento che il Regno d’Italia non porterà alcun giovamento a questa area del sud lasciando peraltro incancrenire disagi sociali occupazionali che in età moderna si provò ad arginare con fallimentari operazione di “risanamento” innalzando supponenti cattedrali industriali di cui il Sud ne è campo minato. Ma è il fascino della campagna assolata, della costa con i suoi borghi spontanei, poetici (Rodi, Peschici, Vieste, Monte Sant’Angelo, Vico..) le meravigliose insenature che fecero innamorare lo stesso patron dell’Eni Enrico Mattei, della religiosa devozione per Padre Pio in San Giovanni Rotondo e dei molti eventi di cui il Gargano è scenario unico (gare internazionali di orienteering, raduni di speleologi e amanti del windsurf, festival del trekking e della musica folk) a condurre in visita migliaia di turisti e pellegrini in una terra che meriterebbe di guardare avanti con più certezze.

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