La Baia Dei Tesori tra leggenda e opere d’arte

Mercoledì, 21 Settembre 2016,
Luogo d’incanto e di meraviglia, incastonata nella baia di Camogli, l’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte si erge in tutta la sua bellezza all’interno del parco terrestre e marino della costa frastagliata di Portofino. Oggi parte dei beni architettonici del Fondo per l’Ambiente Italiano, come dono dei proprietari Frank e Orietta Pogson Doria Pamphilj, l’abbazia ha origini lontanissime, risalenti almeno all’anno Mille. Tutt’ora avvolta da una sapore leggendario, la storia di San Fruttuoso risalirebbe al secolo VIII quando nella baia approdò il vescovo Prospero di Terragona che, arrivato dalla Spagna per sfuggire all’invasione araba, scelse la baia come luogo sicuro per conservare le ceneri di San Fruttuoso di Terragona, martire catalano. Da quel momento il culto del santo si diffuse in tutta la Liguria, diventando protettore dei naviganti. L’attuale abbazia sorse però tra il X e XI secolo per volontà dell’imperatrice Adelaide di Borgogna, ma fu sotto i monaci benedettini che l’abbazia accrebbe vistosamente con la costruzione di un piano e l’inglobamento della cupola bizantina nella Torre ottagonale. Ma bisognerà aspettare il XIII secolo, con l’arrivo della famiglia Doria di Genova, per vedere il complesso architettonico prendere l’attuale forma di comprensorio abbaziale con il loggiato verso il mare e i due ordini di trifore. Nella cripta attigua al chiostro inferiore i monaci permisero ai nobili Doria di costruire un sepolcreto di famiglia ancora oggi visitabile nel suo splendore di marmi bianchi e pietra grigia. Dopo lunghi anni in stato di abbandono, nel 1915 un’alluvione ne provocò in parte il crollo e i detriti sospinti dalla forza della natura crearono la piccola spiaggetta antistante, permettendo così un accesso dal mare. Nel 1933 un restauro ripristinò i danni alla Chiesa che divenne lentamente protagonista di una nuova rinascita verso l’assetto originario di tutte le sue parti. Oggi l’Abbazia splende in tutta la bellezza della sua pietra bianca che si specchia nella luce del mare ed è visitabile solo via acqua o via sentieri panoramici, ma non direttamente attraverso l’arteria stradale. La baia di San Fruttuoso nasconde un altro tesoro. Per ammirarlo bisogna immergersi nelle profondità del mare perché sul fondale marino, dal 1954, giace il celebre Cristo degli abissi, una statua bronzea collocata a quindici metri di profondità, con le mani alzate in segno di pace e di benedizione. La statua del Cristo, opera dello scultore Guido Galletti, nacque da un’idea di Duilio Marcante, tra i più importanti padri della didattica subacquea, che ha reso ancora di più quest’insenatura magica, là dove la bellezza sacra abbraccia la suggestione della natura.

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