Le Grotte di Toirano, dove la mano della natura ha modellato la storia dell’uomo

Venerdì, 13 Maggio 2016,
C’è un luogo in Liguria, nascosto nell’entroterra savonese, dove la natura ha preservato la storia dell’uomo. Di recentissima scoperta, il complesso di cavità carsiche conosciute come Grotte di Toirano è venuto alla luce negli anni Cinquanta del secolo scorso; sono massicci calcarei solcati da valloni in cui si aprono caverne naturali che raccontano una storia modellata dalla natura, conservatrice di cambiamenti impercettibili. Il territorio della Val Varatella, dove sorge l’insediamento toiranese, è ricco di numerose cavità naturali, circa trecento, ma solo alcune di queste sono visitabili al pubblico, ammaliando i viaggiatori con la magnificenza di stalattiti, stalagmiti, laghi preistorici e ombre silenziose, appartenenti a secoli lontani. Uno degli aspetti più affascinanti del complesso carsico di Toirano sono le tracce rinvenute dell’homo sapiens che, oltre dodicimila anni fa, si rifugiava in questi luoghi insieme all’ursus spelaeus, dove trovarono rifugio per sfuggire all’ultima glaciazione. Una delle grotte visitabili è quella della Bàsura (o grotta della strega) che, tra le varietà di concrezioni naturali, ha restituito alla luce un cimitero di resti ossei appartenenti all’orso, e i segni carboniosi sulle pareti che indicano le tracce di torce utilizzate dagli uomini, così come le tracce di mani, piedi e ginocchia rimaste scolpite nell’argilla. Nella sala dei misteri, non aperta al pubblico, sono state ritrovate le impronte di un fanciullo e i segni di pallottole di argilla, molto probabilmente scagliate da cacciatori per celebrare riti iniziatici. In questa grotta si nasconde l’antro di Cibele, una spelonca arricchita da meravigliose colate di alabastro che nella penombra preistorica cela secolari stalattiti mammellonari, unici nel loro genere in tutt’Europa. Un essere unico al mondo abita ancora questi luoghi: si tratta del Niphargus, un minuscolo crostaceo di età preistorica, sopravvissuto all’estinzione, che nuota nei laghetti naturali della Bàsura. Un secondo antro visitabile è quello di Santa Lucia inferiore, scoperto nel 1960 che si presenta vestito di fiori di roccia (cristalli di aragonite) e di enormi stallatiti. Pochi metri più in alto si trova Santa Lucia superiore, conosciuta già in epoca medievale e sede di un santuario risalente al XV e XVI secolo. Le mura di questo santuario sono un libro che dialoga con la storia: ricoperto dalle incisioni dei pellegrini di passaggio, la tradizione vuole che tra queste scritte vi sia un’incisione dello scrittore dei Sepolcri, Ugo Foscolo. Le grotte di Toirano sono un tesoro di testimonianze preziose racchiuse nelle viscere della terra, dove luce, ombra e acqua sono le mani scultrici di una meraviglia naturale unica al mondo.

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