“Verso la libertà con un bagaglio leggero” è il nuovo saggio di Franco Faggiani edito da Aboca Edizioni, che si configura come un flusso di pensieri e riflessioni sul tema del camminare e del percorrere sentieri immersi nella natura. Si tratta di una pubblicazione in cui si approfondisce in contemporanea il significato intrinseco del cammino sia fisico che interiore, uno scavare dentro sé stessi mentre si battono strade di campagna e viottoli alla scoperta di luoghi visti o immaginati.
Il libro di Faggiani, noto giornalista e scrittore che ama l’esplorazione solitaria di montagne e boschi, non è una guida di viaggio né un manuale, ma piuttosto un saggio in cui egli condivide la sua profonda esperienza di viandante. I temi affrontati si concentrano sull’elogio della camminata lenta finalizzata all’esplorazione sia del mondo esterno che del caos che ognuno di noi si porta dentro di sé. “Il mondo, quello che ci circonda, e il caos, quello che abbiamo dentro – afferma l’autore –, hanno ancora molto da offrire se torniamo a esplorarli a passo lento”.
Un aspetto questo particolarmente interessante e ristorativo specialmente in un’epoca caratterizzata da una iper connessione a cui si aggiunge una società che spinge ad essere sempre in corsa. E cosi ogni passo sul sentiero diventa simbolo di libertà: libertà di muoversi da ogni costrizione, libertà dell’anima, libertà di uscire dai confini del già noto. L’autore, già nella scelta dello stesso titolo in cui si parla di bagaglio leggero, invita a alleggerire, togliere il superfluo, portare con sé ciò che serve davvero.
Il cammino diventa quindi una metafora di vita, uno strumento di riscoperta, crescita, libertà e riflessione per affrontare il sentiero della propria esistenza con coraggio e leggerezza.
Il sentiero rappresenta cosi quel filo rosso che unisce luoghi, persone e modi di vivere, conducendo dalla sicurezza all’ignoto e invitando a una maggiore consapevolezza. Un invito a rallentare, a riflettere, a lasciarsi alle spalle le preoccupazioni, cercando di interpretare la camminata come un momento terapeutico di ascolto dei propri pensieri e delle proprie sensazioni.
La pubblicazione è un mix tra incontro e solitudine in cui si dà spazio e voce a pensieri e aneddoti di viandanti solitari che riflettono sulla ricchezza della solitudine, ma anche sugli incontri casuali e significativi che si fanno lungo la strada.
Il sentiero acquisisce cosi un valore e una valenza particolare, perché interpretato come qualcosa che unisce e permette di condividere conoscenze, scoperte e beni. Del resto è arrivato prima delle strade e per migliaia di anni è stato calpestato da coloro che hanno costruito le civiltà: cacciatori nomadi, agricoltori, commercianti, uomini d’arti e di armi, fabbricanti, filosofi, cavalieri e pellegrini. Il sentiero non è mai uguale nemmeno a sé stesso. Cambia in continuazione in base alle stagioni, al trascorrere del tempo, al mutare del clima e perfino al passare delle ore. Il sentiero non può essere uniformato, ognuno ha la sua funzione. C’è quello dei cacciatori, dei viandanti, di chi fa lavori ormai inusuali; c’è quello storico e religioso, quello che attraversa luoghi dimenticati; quello che porta verso la quiete di un rifugio e anche quello che sembra non condurre da nessuna parte ma che, a osservare bene intorno, ha ancora molto da raccontare.
Il sentiero è anche capace di portarci dalla sicurezza di un posto noto all’incertezza di uno ignoto provocando a ogni passo sentimenti e sensazioni: paura, sgomento, euforia, consapevolezza, coraggio, scoperta, capacità nel decidere. L’autore, frequentatore di sentieri per scelta e per necessità, per raggiungere, fuggire, esplorare, conoscere, non racconta di itinerari specifici – migliaia di guide già se ne occupano – ma di quello che i sentieri, a suo giudizio, possono rappresentare per chi li affronta con i piedi e la testa, con gli occhi e il cuore.
Il saggio è arricchito da circa cinquanta fotografie originali scattate dall’autore, spesso naturalistiche e suggestive, che amplificano e danno valore alle riflessioni scritte. Una combinazione immagine-testo che contribuisce non solo in senso illustrativo ma anche emotivo ad amplificare la sensazione del dentro e del fuori.
Insomma, il libro “Verso la libertà con un bagaglio leggero” si può considerare un’opera che arricchisce l’anima e regala benessere. È una sorta di ode al camminare consapevole che stimola la riflessione per affrontare un viaggio interiore con l’obiettivo di lasciare un segno nel cuore di chi lo legge.
Autore
Franco Faggiani è un giornalista, scrittore e nomade, soprattutto tra le montagne e i boschi, che non sono solo scenario ma veri coprotagonisti dei suoi libri. Gli ambienti naturali, insieme alle persone che li vivono, sono dunque sempre stati in primo piano in tutti i romanzi pubblicati con Fazi Editore, e hanno contribuito alla conquista di numerosi premi (Selezione Bancarella, Premio Cortina, Gambrinus Mazzotti, Asti d’appello, Biblioteche di Roma, Le Gran Prix du Salon du Livre de Montagne, in Francia, per citarne alcuni), alla traduzione in sette paesi e soprattutto all’apprezzamento di moltissimi lettori, anche oltre confine. Per Aboca Edizioni ha pubblicato La compagnia del gelso (2023), finalista al Premio Campiello Natura nel 2024.