Turismo, l’Italia fa sistema: al Tempio di Venere il Manifesto per il futuro del settore

Nel suggestivo contesto del Parco archeologico del Colosseo, il confronto promosso dal Ministero del Turismo con istituzioni, imprese e territori. Mazzi: «Nei primi nove mesi del 2026 registrate 523,7 milioni di presenze». Annunciati il Forum Internazionale del Turismo Italiano, la mostra sui siti UNESCO e nuove iniziative di promozione all’estero

ROMA, 17 ottobre 2026 – Il turismo come industria trasversale, motore di occupazione e leva strategica per la competitività del Paese. È il messaggio al centro di «Perché l’Italia è economia del turismo! Manifesto per il futuro», l’iniziativa promossa dal Ministero del Turismo e organizzata in collaborazione con Il Sole 24 Ore, che si è svolta oggi nella cornice del Tempio di Venere, nell’area del Colosseo, a Roma.
L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria, imprese e operatori per fare il punto sull’andamento del comparto e delineare le priorità per il suo sviluppo. Al centro del confronto, la necessità di superare una visione del turismo limitata alla villeggiatura e riconoscerne il ruolo di sistema economico, capace di mettere in relazione cultura, ospitalità, trasporti, commercio, artigianato, enogastronomia, sport, grandi eventi e servizi.
Ad aprire i lavori è stato il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che ha presentato i dati più recenti sui flussi turistici e rilanciato la necessità di consolidare il riconoscimento del settore nelle politiche economiche nazionali ed europee.

Presenze in crescita e occupazione: i numeri del turismo italiano

«Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo avuto 523 milioni e 700 mila presenze», ha dichiarato Mazzi, sottolineando che il dato rappresenta un incremento del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il ministro ha ricordato inoltre che il 2025 si è chiuso con 535,5 milioni di presenze, un risultato che, secondo i dati presentati dal Ministero, ha portato l’Italia al primo posto nell’Unione europea per pernottamenti turistici.
La crescita, secondo il report ministeriale 2026, riguarda sia la componente nazionale sia quella internazionale. Tra il 2023 e il 2025 gli arrivi sono aumentati del 13,4% e le presenze del 12,4%. In particolare, gli arrivi dall’estero hanno registrato un incremento del 19,3%, mentre le presenze internazionali sono cresciute del 18,4%.
Anche il mercato interno ha contribuito all’espansione: nello stesso periodo gli arrivi domestici sono aumentati del 6,7% e le presenze del 5,4%. Un andamento che evidenzia il ruolo complementare della domanda nazionale e di quella straniera nella tenuta del sistema turistico.
«Il turismo vale il 13% del PIL», ha affermato il ministro, richiamando anche le stime che considerano l’indotto e ampliano il peso economico del comparto. Il report colloca infatti l’impatto complessivo del turismo in una forbice tra il 13% e il 18% del PIL, per un valore che può superare i 240 miliardi di euro considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti.
Sul fronte del lavoro, il settore conta 3,3 milioni di occupati. Secondo i dati presentati, si tratta di circa 330 mila unità in più rispetto al 2023, con una crescita dell’11%, e di un incremento di 100 mila occupati rispetto al 2025. Il comparto rappresenta così il 13,5% dell’occupazione complessiva, secondo il report.
«Ho una fissazione affinché il turismo debba sempre essere dentro l’elencazione dei comparti economici più importanti di una Nazione», ha detto Mazzi, citando industria manifatturiera, siderurgia, automotive e agricoltura. Il ministro ha inoltre richiamato l’assenza di una voce specifica dedicata al turismo nei capitoli di spesa europei, auspicando un cambiamento di prospettiva a livello comunitario.

Dalla villeggiatura a un ecosistema economico

Il report ministeriale ricostruisce la trasformazione del turismo italiano dagli anni Sessanta a oggi. Tra il 1964 e il 2024 gli arrivi sono passati da 29,1 a 139,6 milioni, mentre le presenze sono aumentate da 171,8 a 466,1 milioni. Parallelamente è cambiata la composizione dei flussi: la quota delle presenze straniere è salita dal 30,2% al 54,5%.
L’evoluzione non riguarda soltanto le dimensioni del mercato, ma anche le modalità di viaggio. Alla tradizionale vacanza lunga si sono affiancati soggiorni più brevi e frequenti, distribuiti lungo l’intero arco dell’anno. Una trasformazione legata ai cambiamenti sociali, familiari e lavorativi, che ha contribuito a rendere il turismo un’attività sempre meno concentrata nei mesi estivi.
La cultura continua a rappresentare uno dei principali fattori di attrazione per i visitatori internazionali. Nel 2025, secondo il report, le vacanze culturali hanno generato 129 milioni di pernottamenti stranieri, pari al 32,9% del totale delle presenze internazionali considerate dal documento.
Roma si conferma in posizione centrale nel panorama delle città d’arte: il report le attribuisce 38,7 milioni di presenze, davanti a Venezia, con 15,5 milioni, e Firenze, con 13,4 milioni. Ma la strategia di valorizzazione non si esaurisce nei grandi centri. Nei Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti, tra gennaio e luglio 2026, gli arrivi sono cresciuti del 5,6% e le presenze del 4,4%, segnalando l’interesse per itinerari diffusi e destinazioni meno conosciute.
Accanto a cultura e borghi, il documento evidenzia il contributo dell’enogastronomia e degli eventi. Nel 2025 concerti, sport, teatro e cinema hanno concorso a un giro d’affari complessivo degli eventi pari a 4,3 miliardi di euro, con 253 milioni di spettatori e una crescita del 7% rispetto all’anno precedente.

Le organizzazioni del settore a confronto

La pluralità degli interventi ha rappresentato uno degli elementi centrali dell’iniziativa, con la partecipazione di organizzazioni che coprono l’intera filiera turistica: ricettività alberghiera ed extralberghiera, turismo organizzato, artigianato, trasporti, nautica, impianti di risalita, eventi, commercio e servizi.
Tra i rappresentanti delle associazioni e delle imprese intervenuti figurano Marina Lalli, vicepresidente di Federturismo Confindustria; Giuseppe Roscioli, vicepresidente vicario di Federalberghi; Antonio Zacchera, vicepresidente di Confindustria Alberghi; Irene Floris, presidente di Confartigianato Imprese Turismo; Manfred Pinzger, presidente di Confturismo Confcommercio; Valeria Ghezzi, presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari; Alberto Granzotto, presidente di FAITA; Ludovica Sanpaolesi, direttrice generale dell’Associazione Produttori Caravan e Camper; Susanna Vitulano, amministratrice delegata del cantiere nautico Italia Yacht e consigliera di Confindustria Nautica; e Lino Stoppani, presidente di FIPE.
Per Confindustria è intervenuta anche Lara Ponti, vicepresidente con delega alla sostenibilità. Il mondo degli eventi e dello sport è stato rappresentato da Paolo Bellino, direttore generale di RCS Sport, e Bruno Sconocchia, presidente di AssoConcerti. Sul versante della promozione e della commercializzazione turistica è intervenuta Dina Ravera, amministratrice delegata di Destination Italia Due Srl, mentre il turismo organizzato è stato rappresentato da Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio.
Il confronto ha coinvolto inoltre Isabella Ruggiero, presidente di AGTA – Associazione Guide Turistiche Abilitate; Caterina Belletti, presidente di FS International; Sandro Pappalardo, presidente di ITA Airways; Giuseppe Inchingolo, vicedirettore generale Corporate di FS; Marco Misischia, presidente di CNA Turismo e Commercio; Valentina Reino, Head of Public Policy & Campaign – Southern Europe di Airbnb; Federica Porcu, vicesindaca di La Maddalena; e Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.
A completare il quadro istituzionale sono stati gli interventi conclusivi di Erika Guerri, capo di Gabinetto del Ministero del Turismo; Ivana Jelinic, amministratrice delegata di Enit S.p.A.; Gianluca Caramanna, consigliere del ministro del Turismo; e Federico Silvestri, amministratore delegato del Sole 24 Ore.
I lavori sono stati accompagnati anche da contributi video di Alberto Angela, Fiorello, Checco Zalone e altri artisti, a sottolineare il legame tra promozione turistica, cultura e capacità di raccontare l’identità italiana a un pubblico internazionale.

Il Manifesto e il riconoscimento del turismo nelle politiche pubbliche

L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è raccogliere le proposte emerse nel confronto in un Manifesto per il futuro del turismo, fondato su visione strategica, regole, investimenti e innovazione. Il documento sarà raccolto in una pubblicazione realizzata con Il Sole 24 Ore, in italiano e inglese, destinata anche ai parlamentari italiani ed europei, secondo quanto annunciato nell’ambito dell’iniziativa.
Tra i temi richiamati dal ministro figura la necessità di rafforzare il riconoscimento istituzionale del turismo e attribuirgli un peso proporzionato al suo contributo economico e sociale. Mazzi ha inoltre sottolineato il legame tra turismo, cultura, eventi, artigianato e ristorazione, filiere che concorrono alla costruzione dell’offerta nazionale.
Nel corso della giornata è emersa anche l’attenzione verso le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per la promozione internazionale del patrimonio italiano. A titolo esemplificativo, è stato mostrato un video con protagonista Alberto Angela, in cui il divulgatore parla una lunga serie di lingue del mondo. Il filmato ha dimostrato le potenzialità dell’intelligenza artificiale nel rendere la divulgazione culturale accessibile a un pubblico internazionale, superando le barriere linguistiche e ampliando le possibilità di diffusione della conoscenza del patrimonio italiano.
Nel suo intervento conclusivo, Mazzi ha ringraziato gli operatori del comparto, definendoli espressione di «un’Italia che lavora», e ha criticato le manifestazioni che, a suo giudizio, alimentano il disordine e gli episodi di aggressione alle forze dell’ordine. Il passaggio ha introdotto un riferimento al clima delle proteste, distinto dal confronto tecnico ed economico sviluppato durante la giornata.

Dalla promozione internazionale ai prossimi appuntamenti

La chiusura dei lavori è stata anche l’occasione per annunciare nuove iniziative. Il ministro ha comunicato che il 22 e 23 marzo si terrà a Roma il Forum internazionale del turismo italiano, promosso dal Ministero in collaborazione con Il Sole 24 Ore.
Per il 21 aprile è stata annunciata alle Terme di Diocleziano l’apertura della mostra Italia Patrimonio dell’Umanità, con 62 installazioni dedicate ai siti UNESCO italiani, secondo quanto riferito da Mazzi. Il 10 dicembre, infine, è previsto a Londra un appuntamento per celebrare il primo anniversario del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità.
Le iniziative si inseriscono nel percorso di promozione del marchio Italia e di valorizzazione delle sue diverse identità territoriali: dalle città d’arte ai piccoli borghi, dal patrimonio storico alla cucina, fino ai cammini, al turismo religioso e ai grandi eventi internazionali.
Il messaggio emerso dal Tempio di Venere è quello di un settore che punta a consolidare i risultati raggiunti e a tradurli in una strategia di lungo periodo. Il Manifesto annunciato a Roma mira a mettere in relazione istituzioni, imprese e territori, riconoscendo che la competitività turistica non dipende da un singolo comparto, ma dalla capacità di far dialogare un’intera filiera produttiva e culturale.
Una prospettiva riassunta nel titolo dell’iniziativa: l’Italia non è soltanto una destinazione da visitare, ma un sistema economico nel quale patrimonio culturale, accoglienza, lavoro e impresa concorrono a generare valore.