Dal 9 ottobre al 23 gennaio 2027, CUBO, Museo e Archivio d’impresa del Gruppo Unipol, presenta a Bologna “Giuseppe Spagnulo. Oltre la materia, verso il pensiero formante”, grande mostra monografica dedicata a uno dei protagonisti della scultura italiana del secondo Novecento, realizzata in collaborazione con l’Associazione Archivio Giuseppe Spagnulo e l’Archivio storico di CUBO Unipol.
Nel decennale della scomparsa dell’artista e a novant’anni dalla sua nascita, l’esposizione, a cura di Ilaria Bignotti e Roberto Borghi, mette in dialogo Turris e Paesaggio orizzontale (1981 e 1982), opere monumentali appartenenti al Patrimonio artistico del Gruppo Unipol, e una selezione di lavori – grandi sculture, opere su carta, maquette e materiali d’archivio – che ripercorre il meglio della sua ricerca e produzione. Il corpus di opere è inoltre arricchito da un nucleo di fotografie storiche inedite e due video d’archivio contenenti interviste all’artista, consultabili in formato digitale.
Come suggerisce il titolo, la mostra mette in luce il “pensiero formante”, il processo creativo che attraversa tutta la produzione dell’artista: «Non credo in una forma più perfetta di un’altra, ma solo nella quantità di spazio che una forma riesce a mettere in movimento», diceva lo scultore, nel cui lavoro il gesto non si limita a modellare la materia, ma ne mette costantemente alla prova la resistenza trasformandola in metafora – ancora attuale – della condizione umana e del rapporto tra individuo, comunità e paesaggio. Due i principali filoni concettuali: da un lato, l’indagine sulla materia e sulle forme geometriche essenziali, esplorate attraverso concetti come forza, equilibrio, tensione e trasformazione; dall’altro, la riflessione sull’identità, sulle radici mediterranee, sul mito e sulla memoria, che emerge nelle opere più tarde, tra autoritratti e forme in continua metamorfosi.
Il percorso espositivo si snoda tra gli spazi interni ed esterni della sede bolognese di Porta Europa – dalla sede storica di Via Stalingrado ai giardini pensili, fino alla Mediateca di CUBO – proponendo un costante dialogo con l’opera monumentale dell’artista e valorizzando la relazione tra opere di grandi dimensioni destinate a spazi pubblici e l’aspetto progettuale.