Cortona On The Move 2026

Ritorna Cortona On The Move dal 16 luglio all’1 novembre. Giunto alla sua sedicesima edizione, l’appuntamento fotografico si rilancia sotto la direzione artistica di Renata Ferri, la quale apre a un nuovo corso che esalti ancor di più le possibilità espressive del mezzo fotografico. Lo fa attraverso un palinsesto di incontri, letture portfolio, talk ed eventi di intrattenimento. Senza dimenticare, ovviamente, le 34 mostre chiamate a presentare il meglio della fotografia italiana e internazionale contemporanea. E, attraverso essa, l’Italia stessa.

Tema dell’edizione 2026 è infatti Beautiful Country, progetto declinato in personali e collettive, confronti generazionali, progetti inediti e committenze che delineano un’indagine sull’Italia degli ultimi decenni: un atlante visivo aperto, un “viaggio di viaggi” in cui la fotografia diventa strumento di esplorazione critica e poetica.

A dare corpo a questa mappatura dell’identità nazionale è un nucleo espositivo in cui i grandi maestri internazionali dialogano con le voci più acute della ricerca contemporanea. Il paesaggio, fisico e antropologico, emerge come primo e fondamentale terreno di indagine. Dalla riscoperta della luce marginale nella «Campagna Romana» di Joel Sternfeld alla geometrica e solitaria precisione monumentale immortalata da Candida Höfer nei suoi viaggi tra le architetture storiche del Paese, l’Italia si mostra come uno spazio stratificato, sospeso tra la meraviglia del passato e le complessità della modernità. Questa dialettica tra l’immaginario colto dello straniero e la realtà del territorio si ritrova anche nelle visioni notturne di Luca Campigotto, nelle visioni ataviche de «Gli Isolani» di Alys Tomlinson e nel suggestivo atlante personale costruito in quarant’anni di viaggi da Andrea Modica.

Accanto alla grande tradizione documentaria, il festival si spinge verso i territori dell’indagine sociale, della performance e della manipolazione visiva. Le tensioni e le ferite della storia recente affiorano nello sguardo lucido di Steffi Reimers sui territori calabresi o nella Carrara industriale di Julie Hascoёt, mentre le trasformazioni delle periferie urbane trovano un palcoscenico ideale nel collage site-specific di Botto&Bruno e nel dialogo generazionale sulla marginalità milanese tra Gabriele Basilico e Angelo Leonardo. Dalla satira visiva di Marco P. Valli e Luca Santese sulla politica contemporanea alle atmosfere performative e surreali di Kourtney Roy a Napoli o di Paolo Ventura con i suoi ex-voto immaginari, la fotografia a Cortona cessa di essere semplice riproduzione del reale. Diventa, al contrario, un dispositivo per mettere in discussione la verità stessa, come dimostrano le finzioni in scala di Silvia Camporesi, i diorama geografici di Sohei Nishino o le narrazioni digitali di Federica Sasso sull’universo giovanile.