Umbria Jazz 2012: quando la musica di qualità vince la crisi

Domenica, 23 Settembre 2012,
L'edizione 2012 di Umbria Jazz, come sempre, non ha deluso gli appassionati di jazz e gli amanti della musica. Infatti, nonostante il difficile periodo di crisi che sta attraversando il Paese, gli organizzatori sono riusciti a mantenere uno standard musicale eccezionalmente alto, degno dell'importanza e della risonanza che ricopre il festival a livello internazionale. Il direttore artistico Carlo Pagnotta può dire di aver mantenuto la parola data durante la conferenza stampa della vigilia: "Alleggerire il programma rispetto alle passate edizioni senza abbassare la qualità", slogan ripetuto anche dalla Governatrice della Regione Umbria Catiuscia Marini e dal sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. La serata di apertura del 6 luglio ha visto salire sul palco di Santa Giuliana a Perugia Stefano Bollani e Chick Corea, dando inizio alla 39esima edizione di Umbria Jazz. La serata ha piacevolmente assaporato la perfetta sintonia melodica del magico duetto: quattro mani che si appoggiavano sui tasti dei rispettivi pianoforti, in un ritmo unico e sincronico. Piacevoli emozioni e spensierate sensazioni fuoriuscivano dalle viscere della musica in una delicata e soave armonia di suoni. Molto positive anche le esibizioni di Wayne Shorter, che aveva già calcato il palco di UJ nell'edizione del 2011, e di Sonny Rollins, sassofonista e compositore che si è esibito in una straordinaria performance. In Sonny emerge chiaro e forte l'esperienza mista a sentimento e la voglia profonda di suonare e di trasmettere le sue emozioni che si manifestano anche attraverso la gestualità, le movenze, la grinta e l'energia sul palco, malgrado l'età. Anche Stefano Bollani e Hamilton De Hollanda non hanno deluso le aspettative. Il nuovo giovane talento jazzista ha suonato accanto all'ormai veterano e noto, lezioso e storico del jazz, esibendosi con suoni melodici attraverso una chitarra parlante, una batteria scoppiettante e un contrabbasso in perfetta sintonia con gli altri strumenti. Enrico Rava e l'Orchestra del Parco della Musica di Roma hanno reso omaggio a Micheal Jackson. Lìesibizione è stata particolarmente apprezzata dal pubblico e dalla critica proprio perché ha proposto sotto una nuova luce i brani di un grande artista poco conosciuto dagli amanti del jazz. Hanno riscosso un grande successo anche le esibizioni degli Spectrum Road, la formazione di Cindy Santana, moglie del celebre chitarrista Carlos e batterista di talento, e della Hollowbody Band, il gruppo del chitarrista John Scofield. Calda e sensuale invece la voce di Esperanza Spalding, che è tornata nella manifestazione umbra con il suo nuovo lavoro "Radio Music Society". Rif melodici e note suadenti scandiscono la chitarra di Pat Metheny, accompagnato da tre jazzisti di altissimo livello, che hanno formato la Unity Band. Assoli alternati tra i componenti del gruppo, il sassofonista che spiccava per la sua tecnica e pulizia nell'esecuzione, hanno rappresentato momenti di avanguardia all'insegna di uno sperimentalismo di musica jazz con bottiglie d'acqua collegate al ritmo della chitarra. Tra i big c'era anche Renato Sellani, artista intramontabile vincitore del prestigioso "Premio alla Carriera" degli Italian Jazz Awards, che si è esibito con Massimo Moriconi al contrabbasso, e alcuni tra i pianisti più apprezzati a livello internazionale: Kenny Barron, Mulgrew Miller, Eric Reed e Benny Green. Si sono affiancati agli artisti più rappresentativi del jazz anche musicisti di altri generi: dj Ralf ha fatto ballare migliaia di persone in Piazza 4 Novembre sulle sonorità elettroniche, mentre la Reggae Night del 14 luglio, che ha visto esibirsi Stephen Marley, Rita Marley e Alpha Blondie, ha riempito l'arena di Santa Giuliana, dimostrando così che l'apertura ad altri generi musicali non distorce l'anima jazz del festival, ma anzi lo arricchisce. L'artista senza dubbio più atteso in questa edizione è stato Sting, di nuovo a Perugia dopo il memorabile concerto che lo vide per la prima volta sul palco di Umbria Jazz nel 1987 con l'orchestra di Gil Evans, rimasto nella memoria come la "notte dei miracoli". Anche questa volta ha tenuto con il fiato sospeso più di 4.500 spettatori interpretando numerosi brani significativi della sua carriera nella bellissima serata conclusiva della manifestazione. Un'edizione insomma che ha valorizzato diversi generi musicali senza tradire la vocazione jazzistica delle origini e che ha ottenuto un grande successo di pubblico, dimostrando che la qualità è una valida risposta alla crisi.

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