Le nuove tendenze nel mondo dell’illuminazione

Venerdì, 31 Marzo 2017,
La progettazione della luce artificiale è forse, tra i mille frammenti nel campo del design, la più affascinante e mutevole. La luce filtrata, proiettata o schermata, può dare volume, dilatare lo spazio, colorare, evidenziare, stupire. La luce costruisce, nasconde e arreda. Il compito dei progettisti che si occupano di lighting è quello di esprimere attraverso il design tutto ciò che la luce è in grado di trasmettere, coniugando qualità, tradizione, ma anche capacità di rinnovarsi e guardare al futuro. Le nuove tendenze non possono prescindere dall’esempio dei grandi progettisti e artigiani del passato, e allo stesso tempo non possono non considerare l’immensa evoluzione tecnologica raggiunta nella nostra epoca. Va evidenziato come negli ultimi anni ci sia stata la propensione dei grandi marchi di rivisitare i vecchi modelli di lampade utilizzando le nuove tecnologie a led. Nasce per Flos “Re-illuminare” Gino Sarfatti, ovvero riportare alla luce la sua opera. Il grande designer che tra gli anni ‘30 e ’70 ha operato nel mondo della progettazione delle luce, che ha disegnato più di 400 lampade ed esplorato un mondo di funzioni strettamente legate ad essa come mai prima di allora. L’idea è stata quella di riportare in vita un nucleo di lampade da lui disegnate, inserendo al posto della ormai obsoleta lampadina, il più aggiornato sistema a led, in maniera silenziosa e non invasiva per lasciare intatta l’integrità formale e sofisticata delle lampade Sarfatti. È il caso della lampada da tavolo, modello n. 548 (Flos, 1951), che nella nuova edizione rimane intatta nella struttura, con il faretto in alluminio orientabile, fissato su uno stelo tubolare in ottone lucidato o brunito. Il diffusore in metacrilato si preserva nelle varianti bianco, azzurro o arancio, e la barra in ottone che sta alla base bilancia il peso di tutta la struttura. Vengono sostituite quindi la lampadina incandescente e l’opale con un led che garantisce una maggiore durabilità assieme ad un notevole risparmio energetico. Ma la ripresa dei modelli anni ’40 e ‘50 non avviene solo in casa Flos. È evidente come le tendenza nel mondo del lighting sia quella di ritornare ad una luce di taglio sartoriale come veniva intesa dai progettisti del passato. Per Nemo (2014) riprende vita la famosa AM1N (Shirrah, 1969). Disegnata da Franco Albini e Franca Helg la AM1N, lampada dall’aspetto leggero, che unisce la formalità della struttura cilindrica in acciaio satinato alla morbida dinamicità del paralume in vetro opaco. Forme e materiali del passato ritornano protagonisti. Le lampade giocano su linee semplici e raffinate, con la ricomparsa dell’ottone e dei diffusori in opale bianco che filtrano una luce nebulosa e affascinante, proprio come affascinanti e misteriose sono le nuvole. È il caso di citare la lampada Kuula (Thonet, 2015) disegnata da Uli Budde. Il designer scandinavo richiama i grandi progettisti “senza tempo” della scuola tedesca. Quella che ricordiamo come la “lampada Bauhaus” (1923), progettata da Wilhelm Wagenfeld rimane ancora oggi simbolo e riferimento per molti progettisti. Un perfetto esempio della filosofia della “forma che segue la funzione”. La base è un disco in vetro trasparente e sostiene uno stelo in vetro tubolare con asta cromata all’interno, mentre il diffusore è in vetro bianco soffiato. Uli Budde si è chiesto cosa sarebbe potuto accadere se i designer di quell’epoca, avessero potuto esplorare la caratteristiche estetiche e funzionali di una lampada con le odierne possibilità tecnologiche. Le forme di Kuula ricordano la grazia delle linee nordiche e allo stesso tempo l’essenza immortale del design del Bauhaus.  L’uso della luce non si è sottratto al suo destino semiotico, la luce racconta, dà significati, disegna metafore. Ancora oggi richiamiamo alla memoria grandi maestri che hanno fatto della luce “la luce”. Una luce che illumina noi, il mondo, e perché no, anche le nostre idee. Filomena Violante

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