Pace come condizione e finalità per un design di eccellenza

Domenica, 05 Febbraio 2017,
Forse sembrerà improbabile o fuori luogo parlare di pace quale valore correlato al design. Come può relazionarsi una condizione come quella della pace – spesso rapportata alla “sola” dimensione sociale – con la capacità di progettare? Eppure a un pensiero più profondo, la pace appare come valore profondamente connesso alla progettazione. Quantomeno alla progettazione di qualità. Design significa sostanzialmente progetto, cioè la messa in campo della creatività, quale funzione specifica dell’essere umano, al fine di favorire una vita più adeguata alla nostra umanità.   Una vita che riesca a contemplare quindi il pieno sviluppo e il rispetto di tutti i livelli dell’essere umano: il corpo, la mente, le emozioni e la sfera spirituale. Seguendo questo pensiero il designer è chiamato a progettare oggetti, sistemi, ambienti, spazi e nuovi pensieri capaci di farci vivere meglio ed esprimere appieno il nostro potenziale di specie. A questo punto appare alquanto chiaro come dimorare nella pace, che in genere contempla anche equilibrio e armonia, sia una condizione necessaria all’espressione di un pensiero progettuale ampio, creativo e comprensivo.  E la connessione con quelli che oggi definiamo design sostenibile, design for all o conscious design, risulta evidente. Il design sostenibile, com’è ormai noto, è un sistema progettuale che tiene conto dell’ambiente (inteso in tutte le sue accezioni) utilizza intelligentemente le risorse e abbatte l’impatto ambientale, è logico quindi pensare che sia il livello di conoscenza e di consapevolezza estesa dei designer a creare il discrimine fra progetti più o meno sostenibili. Direi più o meno attuali. Se da un lato la pace è la conditio per progettare, dall’altro è finalità e per chi fosse interessato ecco un link: “Architrize Architecture Competition invita studenti di architettura e design, architetti e professionisti a partecipare al concorso di idee India / Pakistan - Border of Peace.L'obiettivo della competizione è quello di creare uno spazio condiviso lungo il confine che separa i due paesi attraverso un intervento di architettura o di design. Il limite non deve più essere un mero luogo di divisione tra i due Stati, ma riunire le comunità di entrambe le parti attraverso l'attivazione di uno spazio pubblico di grande originalità capace di educare le persone alle virtù sociali e all'armonia religiosa.L'intervento dovrà promuovere la coesistenza reciproca di amicizia e pace tra India e Pakistan e dovrà farsi portavoce di un messaggio di tolleranza attraverso il duplice linguaggio dell'arte e dell'architettura”. www.professionearchitetto.it - concorsi di architettura. Un augurio quindi e una domanda conclusiva. Come favorire la creazione di ambienti mentali pacifici quale condizione necessaria a un design sempre più raffinato, di qualità e squisitamente umano? Cinzia Chitra Piloni

DESIGN ALTRI ARTICOLI

PRECEDENTI

PRECEDENTI

IN EVIDENZA

IN EVIDENZA

NUOVI

NUOVI