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La Crocifissione e Santi del Beato Angelico torna a splendere

Martedì, 08 Luglio 2014,
Arte,
Ci si riempie il cuore di gioia quando veniamo a conoscenza del restauro di importanti opere del patrimonio artistico italiano, il cui valore deve essere non solo preservato ma anche valorizzato. Ed è così che noi di Riflesso ci siamo sentiti quando abbiamo letto il comunicato stampa riguardo alla restaurazione della Crocifissione e Santi del Beato Angelico. Il quadro fu dipinto dall'artista nella Sala Capitolare di San Marco tra il 1441 e il 1442. Il restauro è stato condotto da Giacomo Dini nel 2013-2014 ed è stato realizzato grazie alla fondazione non-profit Friends of Florence. Al termine di accurate indagini diagnostiche è maturata la decisione di procedere al restauro che è stato diretto da Magnolia Scudieri, con il coordinamento scientifico di Mauro Matteini. “Restaurare un'opera già restaurata, specialmente da un maestro del restauro come Dino Dini – afferma il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini -, è un'operazione delicata e complessa. Per questo sono grata a Magnolia Scudieri e a tutti i protagonisti di questo intervento, poiché anche grazie al sostegno di Friends of Florence, hanno reso possibile un ritorno della Crocifissione dell'Angelico a condizioni di piena sicurezza conservativa e di stupefacente godibilità estetica”. Nella delicata operazione di restauro della Crocifissione coincidevano molteplici problematiche conflittuali; grazie alle competenze incrociate di tutti si è giunti infine ad una soluzione soddisfacente: si sono diversificate le metodologie e i trattamenti in funzione delle diverse specificità del contesto pittorico. Due anni dopo un'attenta verifica ravvicinata accompagnata da un'accurata documentazione fotografica, nel 2103, è iniziato il restauro dell'affresco. All'intervento di pulitura con resine a scambio anionico è seguito un trattamento con l'idrossido di bario tramite cui l'affresco ha potuto ritrovare compattezza e intensità cromatica. Non resta che recarsi nella Sala Capitolare del convento di San Marco a Firenze per goderne.

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