A Roma il verde diventa cultura: Natura Contemporanea a Villa Sciarra

Un giardino storico come spazio di ricerca artistica, incontro e partecipazione, dove ripensare il rapporto tra esseri umani e natura. Si è aperto il 29 ottobre, all’Istituto Italiano di Studi Germanici di Villa Sciarra, il ciclo di incontri Natura Contemporanea, promosso da Opera in collaborazione con l’Associazione Amici di Villa Sciarra e Gart, e con il patrocinio del Comune di Roma (Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti), moderato da Eugenia Querci. Nell’occasione la curatrice ha presentato il secondo progetto culturale Opera, previsto nella villa a giugno 2027: l’open call per gli artisti si aprirà il prossimo 2 novembre.

Il primo appuntamento ha riunito Katia Paoletti, Pino Genovese, Pietro Ruffo e Andrea Conte di ANDRECO studio, con gli interventi di Sabrina Alfonsi e Lorenzo Marinone. Il ciclo di incontri si aprirà poi anche a interlocutori della filosofia e della scienza, per interrogare da prospettive diverse il rapporto tra natura, uomo e pianeta.

«Se si accetta l’idea che l’uomo è natura, è solo in essa che possiamo trovare le risposte necessarie: non un passo indietro o una visione antiscientifica, ma un vero e proprio riposizionamento», afferma Eugenia Querci. Una riflessione che invita a riconoscere la nostra appartenenza al mondo naturale, dal quale dipende la stessa sopravvivenza umana. Anche il significato della parola “cultura” aiuta a leggere questo legame, dal latino colĕre, «coltivare», e comprende tra le sue accezioni anche quella di “prendersi cura”. Cultura e natura possono così essere pensate in una relazione dinamica, fatta di cura e trasformazione, sul cui equilibrio si gioca il nostro futuro. Opera svilupperà questi temi attraverso installazioni di dimensioni diverse, laboratori e occasioni di confronto e socializzazione. Un video ha ripercorso la precedente esperienza ospitata nella villa nel 2024, sostenuta anche dal Comitato di quartiere Creazione. Al centro del nuovo progetto 2027 è il giardino nella sua valenza sociale e culturale: spazio dinamico e instabile, confine tra selvatico e intervento umano. La convivenza di specie botaniche diverse offre una metafora delle relazioni e della coesistenza, mentre le mura che racchiudono Villa Sciarra richiamano l’idea di un luogo protetto, non violento. La Natura, invece, non solo benevola, richiede uno sguardo complesso, capace di riconoscere anche gli aspetti meno accoglienti e le sue forze imprevedibili.