Il Festival dei Due Mondi, festival delle arti performative più antico d’Italia, alza il sipario sulla 68esima edizione, in programma dal 27 giugno al 13 luglio, e trasforma ancora una volta Spoleto (Pg) nella città delle arti.
La missione fondante rimane senza tempo, così come l’atmosfera di un luogo che per tre settimane mescola la realtà con la finzione, la quotidianità con la magia del teatro, gli artisti con gli spettatori, mettendo in relazione musica, opera, danza, teatro, arte attraverso la creatività dei migliori artisti e delle migliori compagnie internazionali.
Sono attesi più di 700 artisti da 13 Paesi impegnati in oltre 60 spettacoli. L’indirizzo artistico della direzione di Monique Veaute prosegue nel solco del dialogo interdisciplinare e la proposta compone un cartellone eterogeneo che punta a ridefinire i linguaggi dell’arte. È da un “canto della terra” che si irradia il Festival, dalla musica di Gustav Mahler che fa capolino in maniera diretta o indiretta nella programmazione. La partitura mahleriana Das Lied von der Erde compendia una pluralità di significati del vivere nel nostro tempo, che qui trovano traccia in varie forme, nel Lied che caratterizza il ciclo raddoppiato di concerti di mezzogiorno, in quelli cameristici e sinfonici dei tanti ensemble ospiti, così come nelle creazioni di danza, di teatro e nelle arti visive. Lo sguardo attraverso gli occhi dell’arte è uno strumento per interpretare il nostro presente, lo riassumono le esperienze di nomi come William Kentridge, che firma anche il manifesto della 68° edizione, Ersan Mondtag, Robert Mappelthorpe, Clément Cogitore presenti in cartellone. Essi stessi si confrontano con forme nuove: opera, teatro musicale, dramma o concerto, sperimentando nuove connessioni, individuando nuovi punti di intersezione.
Intorno al cartellone ufficiale gli appuntamenti collaterali e gli eventi speciali fanno di Spoleto un luogo vivo della creazione artistica dei nostri giorni: incontri con gli artisti, premi, istallazioni d’arte e mostre. Prosegue il lavoro della Fondazione Carla Fendi, che insieme a Mahler & LeWitt Studios ospita il Centre for the Less Good Idea di Kentridge a Spoleto. Prosegue la rassegna Musica da Casa Menotti di Fondazione Monini e il premio “Una Finestra su Due Mondi”. Anche quest’anno il Festival ospita la rassegna teatrale e i laboratori organizzati dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e la rassegna di La MaMa Spoleto Open che raccoglie le esperienze dei più talentuosi attori, registi e compagnie emergenti del panorama internazionale, arricchita quest’anno di una programmazione speciale per i piccoli spettatori. Si rinnova il sodalizio con Rai Per la Sostenibilità-ESG all’interno dei progetti sulla sostenibilità sociale, economica e ambientale avviati dalla Fondazione. Per tutta la durata del Festival è possibile visitare la mostra dedicata ai costumi del Festival negli spazi di Via Saffi e l’esposizione dedicata a William Kentridge a Palazzo Collicola.