Un Venerdì di raccoglimento a Gubbio

Giovedì, 03 Aprile 2014,
Bracieri accesi e grandi fuochi rischiarano le facciate in pietra del centro storico eugubino la notte del Venerdì Santo. La Processione del Cristo Morto è uno degli eventi cittadini più suggestivi e coinvolgenti, sia per la secolarità della tradizione che per la profonda spiritualità che lo pervade; la sua origine risale ai movimenti penitenziari del 1200, secolo in cui, soprattutto nell'Italia centro-settentrionale, presero vita numerose confraternite religiose. I membri erano chiamati disciplinati, battuti, flagellanti, o in alternativa "sacconi", a causa del grande saio col quale erano soliti vestire in occasione di cerimonie e cortei. La Confraternita di Santa Croce della Foce, situata appena fuori dalle mura medioevali cittadine, si occupa da sempre dell'organizzazione della sacra rappresentazione. Nulla è lasciato al caso e tutto si svolge nel pieno rispetto della tradizione; ad aprire la processione sono gli uomini delle "battistrangole", uno strumento di legno percosso alternativamente su ogni lato da maniglie di ferro, il cui suono genera grande pathos. Seguono i membri della Confraternita: il primo stringe un teschio, rappresentazione del Golgota, mentre i successivi portano i restanti simboli della passione, tra i quali un calice, 40 denari, un gallo, una corona di spine. Al centro del corteo, in posizione privilegiata, le sculture del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, entrambe opere d'arte di pregio. Durante la processione è intonato il Miserere, il cui testo trae origine da uno dei salmi più noti della Cristianità; due gruppi di cantori si alternano nelle strofe: il primo segue la statua raffigurante il Figlio di Dio, l'altro si raccoglie attorno a quella di Sua Madre. Piazza San Pietro, Via Dante e Largo San Marziale sono rischiarati da luminarie e fiamme: un fuoco simbolo di purificazione, la cui luce contribuisce a dar vita a un'atmosfera suggestiva e coinvolgente. Credenti o meno, la Processione di Gubbio rappresenta un'occasione per riflettere e interrogarsi sul senso della vita, sull'importanza del perdono e della speranza. Ilaria Zannettino

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