Toni Servillo legge Napoli nel Teatro di Cucinelli

Sabato, 12 Marzo 2016,
Toni Servillo sarà al Teatro Cucinelli di Solomeo, venerdì 29 e sabato 30 aprile, alle 21, per recuperare le due date dello spettacolo, inizialmente previste per il 13 e 14 marzo scorso, per leggere testi di autori napoletani, di persone che hanno vissuto questa eterogenea città. Un sentito omaggio alla cultura partenopea, che l'attore rende immergendosi nella sostanza verbale di poeti e scrittori che di Napoli hanno conosciuto bene la carne e il cuore. È il ritratto di una città dai molteplici volti e dalle mille contraddizioni, divisa fra l'estrema vitalità e lo smarrimento più profondo. Per questa città la lingua è il più antico segno, forgiato dal tempo e dalle contaminazioni. "Ho scelto questi testi", rivela un appassionato Servillo, "perché ne emerge una lingua viva nel tempo, materna ed esperienziale, che fa diventare le battute espressione, gesto, corpo". Toni Servillo affronta la sostanza verbale di dieci poeti e scrittori, testimoni della città nel passato e nel presente, offrendo attraverso emblematici scritti il quadro sintetico di una realtà impietosa ai limiti del paradosso, tra pulsioni e pratiche, carne e sangue. Ne emerge una fuga dalle icone più obsolete della napoletanità, ma insieme un bisogno perentorio di non rinunciare ad una identità sedimentata da quattro secoli di letteratura. Accanto a poemetti ormai considerati fra i grandi classici del Novecento come Lassamme fa' a Dio di Salvatore di Giacomo e De Pretore Vincenzo di Eduardo de Filippo, due liriche di Ferdinando Russo, 'A Madonna d''e mandarine e ' sfogliatelle, e l'attualissima Fravecature di Raffaele Viviani. Servillo da poi voce alla sanguigna e veemente invettiva de A sciaveca di Mimmo Borrelli e alla lingua contemporanea, colta ed allusiva di Litoranea di Enzo Moscato, tagliente riflessione sulle contraddizioni e sul degrado di Napoli, che, nel 1991, costituiva il finale di Rasoi, spettacolo-manifesto di Teatri Uniti. Assolutamente inedite e composte per la circostanza sono 'O vecchio sott'o ponte di Maurizio De Giovanni, a raccontare l'inumano dolore per la perdita di un figlio, e Sogno napoletano di Giuseppe Montesano, in cui, dichiarata la dimensione onirica, l'apocalisse lascia il passo ad un salvifico, auspicato, risveglio delle coscienze. Entrambe si infrangono nella successiva sequenza, aspra e feroce, di Napule, crudo ritratto della città scritto da Mimmo Borrelli. "Oltre la lingua – aggiunge Toni Servillo – il filo rosso che attraversa e unisce la serata è il rapporto speciale, caratteristico di tantissima letteratura napoletana, con la morte e con l'aldilà, il commercio intenso e frequente con le anime dei defunti, i santi del paradiso e Dio stesso". Settanta intensi minuti che l'attore conclude con 'A livella di Totò, Primitivamente di Raffaele Viviani, 'Nfunno di Eduardo de Filippo ed infine Cose sta lengua sperduta di Michele Sovente. L'attore e regista teatrale nato ad Afragola vanta numerosi premi internazionali per le sue interpretazioni in pellicole di successo. Tra queste si annoverano Gomorra di Matteo Garrone, Il divo, Una vita tranquilla e La Grande bellezza di Paolo Sorrentino. Ha trascorso gran parte della sua vita a Caserta, dove tutt'ora vive. Lo spettacolo illumina tutto quello che lui ha sentito e vissuto. E' possibile acquistare i biglietti on line al sito del Teatro stabile dell'Umbria www.teatrostabile.umbria.it o chiamare al botteghino telefonico regionale 075/57542222.

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