Dal 4 al 17 dicembre Milano si accende di scintille quantistiche. La MyOwnGallery di Superstudio, nel cuore creativo del Tortona District, ospita "Quant’ARTE Festival", l’appuntamento che porta la fisica più avanzata fuori dai laboratori e la trasforma in visione, emozione, immaginazione.
Ideato dalla sezione Education and Outreach del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI) e coordinato dalla prof.ssa Elisabetta Paladino, il festival celebra l’Anno Internazionale delle Scienze e Tecnologie Quantistiche UNESCO 2025 con un format unico. Diciannove giovani artisti provenienti da Accademie e Istituti di Design italiani reinterpretano i misteri del mondo subatomico attraverso installazioni, light-art, fotografie e opere concettuali nate dopo incontri con scienziati e visite ai principali laboratori quantistici del Paese.
Sono stati selezionati ad esporre Gaia Cosima Aloisio, Andrea Bernardini, Emanuela M. G. Carbonara, Valeria Catalano, Valter Salvatore De Astis, Maria Ceriaca Erriquez, Tommaso Ferri, Alessandro Franco, Giovanna Isopo, Nathalie Konde, Tommaso Lacalaprice, Pietro Paolo Egidio La Noce, Carmen Anna Lauriola, Federica Lancellotti, Ludovica Caterina Longo, Giuseppina Mascolo, Simone Martinotta, Doriana Milella, Carla Senerchia.
I giovani talenti sono stati scelti da una giuria prestigiosa che unisce arte, scienza e cultura pop: dall’artista Andrea Crespi alla scienziata Amalia Ercoli Finzi (insieme alla figlia Elvina Ercoli), passando per Lavinia Farnese, direttrice di Cosmopolitan e Marie Claire digital, e l’attrice e imprenditrice culturale Cristiana Capotondi. Con loro, i fisici Maurizio Dabbicco ed Elisabetta Paladino.
Accanto ai lavori degli studenti, il percorso espositivo ospita opere originali di quattro artisti affermati – Robin Baumgarten, Carlo Bernardini, Max Papeschi e Fabio Weik – che spingono ancora più avanti il dialogo tra arte, tecnologia e società contemporanea.
Una mostra che non vuole spiegare la fisica, ma trasformarla in stupore. Un invito a esplorare l'invisibile, a lasciarsi sorprendere da ciò che non possiamo vedere ma possiamo immaginare.