19.12.25 , Ambiente , Carlo Timio
Con il suo libro “Dodici alberi, le radici profonde del nostro futuro”, Daniel Lewis, scrittore, professore universitario e curatore senior Dibner per la Storia della scienza e della tecnologia alla Huntington Library, Art Museum and Botanical Gardens della California meridionale, offre un approfondimento a metà tra il saggio scientifico, il reportage di viaggio e riflessioni poetiche.
Pubblicato in Italia da Aboca Edizioni – da sempre impegnata nella diffusione di una cultura che mette al centro il dialogo tra sapere scientifico, sostenibilità ambientale, salute e rapporto uomo-natura –, il volume, tradotto da Chiara Baffa, seleziona dodici specie di alberi da tutto il mondo per raccontare non solo la loro componente biologica, ma soprattutto il loro intreccio indissolubile con la storia umana, la cultura, l’economia e le crisi ecologiche contemporanee.
Il mondo di oggi sta attraversando la più rapida trasformazione ambientale nella storia dell’umanità. Scienziati, etnobotanici, popoli indigeni e collettivi di ogni tipo stanno studiando attentamente gli alberi e la loro biologia per capire come e perché funzionano individualmente e collettivamente nel modo in cui lo fanno.
Gli alberi diventano così metafore viventi del tempo profondo e non vengono presentati come icone statiche, ma come organismi carichi di significati culturali ed ecologici stratificati nel tempo.
Nel libro, strutturato in dodici capitoli, ciascuno dedicato a una specie arborea, Daniel Lewis costruisce un racconto che va oltre la botanica. Gli alberi diventano protagonisti di storie che attraversano scienza, mitologia, storia, letteratura e vita personale, rivelando come queste presenze silenziose abbiano modellato paesaggi, civiltà e immaginari collettivi. Lewis li contestualizza in viaggi personali: dalle foreste pluviali del Perù ai deserti dell’Ovest americano, dai laboratori botanici alle collezioni museali, dalle coltivazioni delle piante fino alle cime degli alberi più alti e sott’acqua tra i sistemi radicali più insoliti.
Ogni albero diventa così un punto di osservazione privilegiato: un soggetto narrante capace di tenere insieme biologia, storia, simbolismo e memoria personale. Lewis dimostra come gli alberi non siano solo elementi del paesaggio, bensì archivi viventi di cultura, testimoni silenziosi di civiltà, conflitti, credenze e trasformazioni sociali. Nella pubblicazione si affrontano i temi delle radici e del futuro, di resilienza e fragilità, offrendo una nuova prospettiva sul rapporto tra umanità e natura. Emerge un messaggio urgente ma non apocalittico: gli alberi sono “il battito cardiaco del mondo”.
Ma cose succede, si chiede Lewis, quando un albero si estingue in natura ma sopravvive in un giardino botanico? Come fanno gli scienziati a ricostruire genomi e habitat perduti? Come riesce un albero a immagazzinare migliaia di litri d’acqua o a restituire insetti perfettamente conservati risalenti a milioni di anni fa? Come può un albero di 5000 anni sopravvivere e cosa possiamo imparare da lui?
L’autore mostra come studiare la scienza degli alberi vuol dire andare al di là del presente. Dai dati pollinici si possono ricostruire paesaggi di ere remote: gli anelli degli alberi parlano del clima di epoche recenti e antiche e gli alberi fossili raccontano il lungo arco dell’evoluzione.
Il pino dai coni setolosi, la sequoia sempreverde, la sophora di Rapa Nui, il pino palustre, l’albero del sandalo dell’India orientale, l’ebano dell’Africa centrale, l’eucalipto, l’olivo, il baobab africano, il cipresso calvo, l’albero preistorico estinto Hymenaea protera, il possente kapok: dodici esempi per raccontare che gli alberi sono simbionti, lavorano insieme a un esercito di altri organismi per costruire la biodiversità e sostenere la vita sul pianeta. Sono essenziali per la vita di tutti noi e hanno bisogno del nostro aiuto.
La stampa e la critica a livello globale hanno molto apprezzato questa pubblicazione, considerata tra i migliori libri di scienza e natura del 2024. The Guardian lo descrive come “un libro lirico e incantevole in cui le storie personali dell’autore e i suoi legami con questi alberi straordinari diventano un appello alla conservazione”, mentre The Economist lo definisce “un’avventura arborea che ci porta su tronchi imponenti e dentro incendi fiammeggianti. Le dodici specie descritte mostrano quanto la vita degli alberi sia intrecciata con le persone e la cultura.” BookPage parla di un libro “avvincente e poetico, Dodici alberi si legge come un memoir sulle ricerche compiute dall’autore per saperne di più sugli alberi considerati cruciali per la vita umana. Una lettura appassionante che offre una visione approfondita sui modi in cui gli esseri umani e gli alberi sono interconnessi” e Lit Hub di “un viaggio intorno al mondo per incontrare dodici esemplari unici con l’obiettivo di approfondire la conoscenza di come gli alberi vivono e comunicano. Ricco di stupore, ci ricorda che le forme di vita diverse dalla nostra non sono solo misteriose, ma anche preziose.”
In conclusione si può affermare che il libro invita a rallentare, a osservare, a empatizzare con questi giganti silenziosi perché in fondo la salvezza degli alberi può essere la salvezza degli esseri umani.
RIFLESSO
Registrazione Tribunale di Perugia n.35 del 09/12/2011
ISSN 2611-044X