• Vita notturna a Londra: divertimento...ma non solo

    Lunedì, 10 Dicembre 2012,
    Dal Ministry of Sound ai tradizionali pub in stile, dai lounge bar fino ai clubs sotterranei ed esclusivi. Capitale finanziaria d'Europa, Londra lo e' anche del divertimento: eventi di ogni tipo ne fanno una città che non dorme mai. Eppure il nightlife é un business in calo. Lo si percepisce dalla rapidità con cui nuove attività chiudono battente, ma lo dicono, soprattutto, i numeri. Ibisworld, analista di mercato, stima che i 60 mila pub, bar e locali notturni del Regno Unito rappresentano un business annuo da 21 miliardi di sterline, dando lavoro a 400 mila persone. Eppure gli introiti sono in calo dell'1,5% mentre le spese aumentano insieme al costo della vita, che non sembra fermarsi neppure in regime di austerity. Colpa della crisi, ma anche di una gestione non sempre all'altezza, priva di business plans e ricerche di mercato, in un settore dove il rinnovamento deve essere continuo ed al passo con le tendenze del momento. E' lecito chiedersi quindi: investire nel nightlife può ancora essere una fonte di guadagno? Ne parliamo con Jordan Rocca, un ragazzo che dieci anni fa ha lasciato la 'sua' Genova per fare questo business a Londra. Sei socio di Project, uno dei locali più alla moda, e di B-Soho, un cocktail bar & pizzeria che sta riscuotendo molto successo. Come sei arrivato fin qui? Mi sono trasferito a Londra per lavorare come broker, ma ho da subito iniziato a collaborare con alcuni locali come promoter, per poi aprire un ristorante. Successivamente sono diventato azionista del Maddox [noto club nel West End, ndr] per poi acquisire insieme ai miei soci prima Project e poi B-Soho. Quanto é difficile aprire una propria attività a Londra, soprattutto un locale notturno vista la concorrenza? Difficilissimo, la concorrenza é spietata ed avere un team fedele di soci e collaboratori é essenziale. Quando si é business partners anche le amicizie più strette possono vacillare, ma nel nostro caso ciò non e' avvenuto e questo, alla lunga, ha pagato. Quali sono i problemi principali che si incontrano? La burocrazia é un ostacolo? A Londra conviene investire in locali che gia possiedono le necessarie licenze [orari di apertura, musica, vendita alcolici, etc., ndr], difficilmente si può aprire un locale notturno che non lo sia già stato in precedenza, principalmente per i problemi che si incontrano nell'avere nuovi permessi. Ma a parte ciò, resta 'solo' da vincere la concorrenza... Quanto é facile ottenere un prestito dalle banche? Quasi impossibile, visto l'alto rischio imprenditoriale e i ritorni economici non garantiti. Personalmente, non mi sono mai rivolto ad una banca ma sempre affidato ad imprenditori interessati ad investire nel nightlife. Avresti fatto la stessa cosa in Italia? No, in Italia non viene premiata l'idea o il locale innovativo, piuttosto nel settore prevale la gelosia: se un locale va bene si fa di tutto per farlo chiudere, anche in maniera sleale. Qui c'é concorrenza ma c'é anche fair-play, esistono cerimonie di premiazione per i locali migliori [the BEDA awards, ndr] ed i proprietari di altri clubs ti supportano nelle serate di chiusura e si propongono come soci per rilanciare il tuo business. Cosa consigli a chi vorrebbe investire a Londra dall'Italia? Di farlo appogiandosi a partner locali senza avere la presunzione di insegnare il business ad un paese che lo ha inventato. Come in tutte le cose, ci vuole umiltà e soprattutto i giusti contatti, di buone idee ne ho viste chiudere tante. Pensi che essere italiano rappresenti in qualche modo un vantaggio o al contrario c'é diffidenza? No, non credo faccia differenza, anche se a volte, di fronte ad uno straniero, inizialmente la fiducia da parte dei creditori può essere relativa. In quali altri settori oltre al nightlife e ristorazione pensi ci siano margini per investire? Io sto investendo nella telefonia [Wugo, una applicazione per Iphone, ndr], ma considero sempre il 'mattone' la fonte di guadagno più sicura, anche considerando la facilità con cui gli immobili vengono venduti o affittati a prezzi che sembra risentano davvero poco di crisi finanziarie.

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