Stilisti internazionali alla scoperta del cashmere umbro

Lunedì, 01 Ottobre 2012,
Moda,
L'estro e l'ingegno di talenti internazionali al servizio di aziende di moda umbre. Questo in sintesi il progetto Cashmere District Award. Uno scambio di idee, una conoscenza di tecniche e tanta passione per il filato più pregiato: il cashmere. Il progetto è stato ideato dal Centro Estero Umbria, che è riuscito a mettere le gambe a questa ambiziosa idea anche grazie al prezioso contributo di una qualificata giuria costituita da Brunello Cucinelli, Anna Zegna, Marcella Gabbiano e Renata Molho. Ma di cosa si tratta in sostanza? Grazie a un accordo con una delle più prestigiose scuole di moda e design al mondo, la Saint Martins College of Art and Design di Londra, la giuria ha selezionato e quindi premiato i migliori tre studenti dell'anno. I quali hanno avuto modo di soggiornare in Umbria facendo un traineeship presso tre aziende di moda. Un territorio, quello umbro, dove ha trovato una sua collocazione ottimale la filiera produttiva del cashmere, composta da grandi, medie e piccole aziende, oltre che da laboratori artigianali e fasonisti, che sanno lavorare il filato del cashmere con cura, attenzione e passione, creando prodotti di eccellenza per il mercato del lusso. Il tutto condito da una cultura dell'ambiente, del territorio e da una filosofia di vita che affonda le radice in un patrimonio di arte e di spiritualità che solo questa terra può offrire. "Sapevamo che l'Umbria fosse un importante centro del cashmere di altissima qualità, ma non immaginavamo che c'era un numero così elevato di aziende del settore". Sono queste le parole dell'inglese Carrie Ann-Stein, che ha fatto uno stage da Brunello Cucinelli, cui fa eco l'opinione del cinese Wilson Pk (che invece è stato nell'azienda di Paola Mela Cashmere), che aggiunge: "Avere a che fare con un filato così importante è stata un'esperienza formativa e altamente professionale. Abbiamo ricevuto calore umano e una grande accoglienza". Continua la coreana Ashley Kang, asserendo che "da Lorena Antoniazzi ho avuto l'opportunità di disegnare dettagli per la collezione, osservando anche le modalità con cui questa azienda cerca di allargare il mercato delle vendite". "Da questa esperienza – sottolinea il cinese Wilson Pk – ho imparato a conoscere il design che deriva dalla ricerca e non dalla semplice ispirazione. Qui si dà molta importanza alla creatività e all'attenzione verso il cliente". Conclude la ragazza inglese Carrie Ann-Stein, che parla dell' "incredibile organizzazione di Cucinelli. Tutto è molto efficace e sembra che funzioni alla perfezione. Oltre all'aspetto produttivo, ho anche visto come viene promosso un fashion brand". Sulla stessa lunghezza d'onda anche le aziende ospitanti. Lorena Antoniazzi ha speso parole favorevoli all'iniziativa, sostenendo che "la presenza della stilista coreana è stata un'ondata di freschezza. Lo studio del dettaglio e la rifinitura hanno permesso di dare più stile ai nostri capi di abbigliamento. Auspico una continuazione di questo progetto per facilitare l'arrivo di nuovi stilisti". Ampia soddisfazione anche per Paola Mela che reputa l'esperienza molto positiva. "E' stato un bel confronto, molto valido. Abbiamo presentato il cashmere, le sue caratteristiche e tutta la filiera produttiva. Per noi il cashmere suscita emozione ed è questo il messaggio che abbiamo cercato di trasmettere". Pollice verso anche per l'azienda Brunello Cucinelli che incalza affermando che "lo stagista ha preso nota dei processi produttivi per la realizzazione del capo finale, osservando anche come un prodotto viene veicolato all'estero. Questo progetto rappresenta sicuramente un modo per farsi conoscere ed entrare in contatto con nuovi talenti che saranno i possibili stilisti del futuro". E' della stessa opinione anche il direttore del Centro Estero Umbria Massimiliano Tremiterra che ribadisce come questo progetto abbia avuto un indubbio successo, sia in termini di immagine che di sostanza, non solo in tutto il territorio nazionale, ma anche in quello internazionale. "Spazio Umbria all'interno di Umbria Jazz e il contributo di Confindustria hanno garantito l'ottima riuscita dell'evento. Il proseguo di questa iniziativa prevede che i collaboratori selezionati dalle aziende partecipanti, potranno seguire corsi specialistici su design e marketing presso la Scuola Saint Martins. Di rilievo è stata l'interazione tra aziende umbre e gli ambienti più dinamici del design internazionale. Il distretto del cashmere è tuttavia ancora poco conosciuto all'estero. È necessario quindi farlo uscire dal cono d'ombra. Il progetto, seppur piccolo, con il sostegno delle imprese e delle istituzioni, può essere ampliato e diventare qualcosa di più strutturato. Per questo, stiamo prendendo contatti con altre scuole internazionali di design e moda in diverse nazioni, tra cui la Germania, per ripetere la stessa esperienza entro l'anno". In attesa del Cashmere District Award 2013.

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