Il libro inchiesta

Lunedì, 01 Ottobre 2012,
NATALE GASPARE DE SANTO, professore emerito nella seconda università di Napoli, amante delle bellezze culturali umbre, storico della medicina, epistemologo,. bioeticista, filosofo della scienza, si è cimentato recentemente in un argomento di grande attualità: "Cure di fine vita". Questo è il titolo di un interessantissimo libro,punto di riferimento di tutti coloro che in Italia e all'estero si occupano delle fasi finali della vita umana in termini di partecipazione e di dedizione . Sulla scorta della sua esperienza, De Santo sa che il medico aiuta a giungere alla morte in maniera serena, infondendo speranza,difendendo la persona dalle paure, insomma mantenendo vivo l'insieme delle relazioni tra uomini e parenti. Umanizzando appunto le cure di fine vita . Attingendo a filosofia, storia, religione, letteratura, psicologia e diritto, il libro analizza il dibattito acceso dalla vicenda di Eluana Englaro e dalla legge sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento approvata alla Camera. Guida è l'Editore - Napoli ANGELO VALENTINI, giornalista pubblicista, agronomo, erborista, enologo, ha espresso la sua esperienza nel vivace e delicato libro: "Dal Filo d'Arianna al filo d'oro. L'albero dell'olivo e la sua umanizzazione". E' un lavoro che si legge in apnea tanto è interessante l'argomento e soprattutto quanto è stimolante il modo di scrivere.Valentini racconta che il libro è una sorta di autobiogra; di fatto ci troviamo di fronte ad un testo scientifico in cui l'apetto umanizzante stempera qualsiasi tentativo di salire in cattedra, Insomma un libro da leggere e da assaporare, come si assapora l'olio d'oliva sopra una profumata bruschetta. L'editore è Arbe Editoriale - Modena. VANNA UGOLINI, giornalista professionista, ha svolto un'inchiesta sul mondo della droga in Umbria, pubblicata nel libro "Nel nome della cocaina". Il fenomeno estremamente limitato fino agli anni '90, si è esteso rapidamente sull'onda dei grandi flussi migratori che hanno interessato la Regione ed il suo capoluogo in particolare. Dal piccolo spaccio si è passati ad un giro più ampio e radicato. Un benessere diffuso e la mancanza di una criminalità che avesse fatto da barriera all'ingresso di nuove mafie hanno spianato la strada allo sviluppo del fenomeno. Il grande numero di clandestini che non viene regolarizzato, oltre ad essere sfruttato nel lavoro nero, è utile alla criminalità che lo arruola. Quello che la giornalista ha cercato di far emergere con la sua inchiesta è che il fenomeno dello spaccio è estremamente complesso e come tale va contrastato su più livelli: repressione, revenzione e con adeguate politiche sociali culturali ed urbanistiche, poiché talvolta si tende ad ignorare che l'altra faccia della medaglia è il consumatore. Questo interessa ogni fascia sociale in maniera trasversale. Edito da Intermedia Edizioni.

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