Offshore Interceptor 65. Record Venezia-Montecarlo

Martedì, 22 Marzo 2016,
La società Power Marine si occupa della progettazione e della realizzazione di imbarcazioni da diporto, militari e da competizioni. Rivolgo qualche domanda all'amministratore delegato Oscar Corbelli e poi al padre Giancarlo Corbelli fondatore dell'azienda. Come si chiama questo offshore? Interceptor 65. 65 sono i piedi quindi la lunghezza corrisponde a 20 metri, mentre il nome "Interceptor" sta per intercettatore cioè lo scopo per cui nasce questa barca, ovvero un'imbarcazione di uso militare. Che velocità puo' raggiungere? Arriva a una velocità massima di 88 nodi che sono 165 km orari, una velocità molto alta ma grazie agli approfonditi studi idrodinamici riusciamo a garantire grande affidabilità e sicurezza. Cosa rappresenta per la vostra società partecipare alla competizione Venezia-Montecarlo? È una gara storica nata per mostrare le migliori prestazioni delle imbarcazioni; nel corso del tempo è diventata una gara di regolarità a tappe, ma da una quindicina di anni non è stata più organizzata come competizione di più imbarcazioni ma i cantieri colgono la sfida di percorrere per ottenerne il record di velocità; al momento il record è imbattuto dal 2004 con il tempo di quasi 24 ore e due pit stop per fare rifornimento. Noi con l'Interceptor 65 intendiamo percorrere la Venezia-Montecarlo a una velocità media di 65 nodi e arrivare in 18 ore, quindi circa 6 ore in meno del record attuale. Che calcoli avete fatto per stabilire il vostro record in 18 ore? L'ambizioso obiettivo è stato ben ponderato sulla base della velocità massima sul regime che può tenere il motore senza andare troppo sotto sforzo; in breve, abbiamo tenuto conto della velocità in cui la barca riesce a esprimersi al meglio senza andare a compromettere troppo i componenti meccanici. Un equilibrio tra resistenza e velocità calcolando anche la tempistica dei rifornimenti che saranno molto brevi, tra i 15 e 20 minuti. Calcoliamo di farcela in 18 ore. In che data pesate di farlo? Meteo permettendo l'idea è di arrivare a Montecarlo durante il Monaco Yacht Show. L'equipaggio da quante persone è composto? L'imbarcazione prevede 5 postazioni, ma per ora siamo in 4: mio padre, Giancarlo Corbelli, il pilota, Roberto Biancalana un ex pilota di offshore che è alle manette, io per il controllo del motore e il navigatore Massimo Duò, del Cantiere Navale Vittoria. Per il quinto posto abbiamo ricevuto molte richieste che stiamo vagliando in questi giorni. Quanto è importante la complicità? Ci deve essere sicuramente un grande affiatamento. Soprattutto perché il nostro fisico e la nostra mente saranno messi a dura prova, quindi bisogna aiutarsi reciprocamente. C'è un cambio di guida in queste diciotto ore? No, quelli che sono i compiti resteranno costanti per tutta la prova, ovviamente tra Biancalana e mio padre ci potrebbe essere un'alternanza visto che le manette sono in posizione centrale quindi puo' essere utilizzata da tutti e due e sono presenti due volanti, quindi in qualsiasi momento si possono alternare nei due compiti. Si fanno delle prove prima della gara? Certo ci sono dei test che vengono fatti sulle imbarcazioni e sull'equipaggio, per verificare prestazioni e preparazione; é chiaro che non si puo' fare una prova di 20 ore, quindi si fanno i test su alcune ore, si cerca di preservare la meccanica in modo che abbia meno usura possibile. Poi, come per ogni sport motoristico, ci vuole anche un po' di fortuna.. Chi sono i giudici di questa competizione? Questa competizione è seguita dalla Fim e dalla Uim; cronometristi italiani con postazioni alla partenza, ai rifornimenti e all'arrivo si occuperanno di certificare il record. È la prima volta per te che affronti questa competizione? È la prima volta per questa gara, quindi un po' di emozione e adrenalina c'è. Ma forse ce ne sarà sempre. Abbiamo però pertecipato ad altre competizioni, con Roberto Biancalana ho corso dall'85 al 96. Con i catamarani abbiamo ottenuto molti record tra cui la velocità media in gara pari a 124,7 mph (201,2 km/h), la velocita massima nella prova del miglio lanciato (pole position) pari a 152 mph (245 km/h) e nel Grand Prix di Malta del 1993 abbiamo ricevuto un merito per essere stati i primi a superare i 200 km/h durante una gara di Class-1 (per l'esattezza facemmo 205,39 km/h). Quali sono i pro e i contro di lavorare in famiglia? Lavorare in una azienda a conduzione familiare con un padre icona della motonautica è una grande responsabilità e richiede un grande impegno; non c'è competizione ma una sana voglia di continuare bene. Ovviamente si è allo stesso tempo leggermente avvantaggiati perché si acquisisce dell'esperienza che ad altri cantieri probabilmente è sconosciuta. Ad ogni modo, le grandi aziende non si ereditano, ma si conquistano quindi da parte mia c'è una grande voglia di fare qualcosa di nuovo sulla motonautica e sulla nautica e appunto per questo abbiamo deciso di promuovere i nostri prodotti anche attraverso i record. Dopo la Venezia-Montecarlo tenteremo infatti anche la Montecarlo-Londra e New York-Bermuda, e se riusciremo in queste imprese l'ultima sarà la più ardua la New York-Londra. Rivolgo le domande a Giancarlo Corbelli, Fondatore di Power Marine In che anno è nata Power Marine? Siamo sul mercato dall'82. Per tanti anni ci siamo interessati solo di offshore e di corse, ultimamente con l'entrata di mio figlio in azienda abbiamo deciso di rendere più commerciale il nostro prodotto ad esempio iniziando un'attività di marketing e comunicazione per far conoscere il marchio e le nostre imbarcazioni al mercato non solo militare ma anche da diporto. La partecipazione al Salone Nautico di Cannes ne è il primo esempio. Aggiungi qualcosa a questo modello offshore ? È un offshore con tutte le caratteristiche di un offshore di classe 1, anche su tutte le parti meccaniche; è motorizzato con due motori Seatek sperimentali da 1600 cavalli l'uno ed è la prima volta che vengono istallati su un imbarcazione. L'Interceptor 65 ha 21 litri di cilindrata e ha trasmissioni di nostra produzione, in collaborazioni con la BPM. Dove è stato costruito? La barca è stata costruita nei cantieri della Power Marine in provincia di Massa Carrara. Quanto tempo ci è voluto per costruirla? Il progetto è cominciato nel 2013 e ci abbiamo lavorato per 6-7 mesi. Fin da subito ha destato un grandissimo interesse sia dal punto di vista militare sia per il diporto veloce, ma anche come barca di appoggio per i megayacht quando l'armatore si vuole spostare senza attendere i lunghi tempi di traversata. Questo è un protipo realizzato con specifico scopo di uso militare, ma siamo in grado di poterlo produrre in serie e in versione diporto sia open che con tuga e con il progetto Myinterceptor realizziamo dallo stesso scafo (quindi con le stesse perfromance) imbarcazioni custom per la sovrastruttura e le parti sottocoperta. Questo è il vostro gioiello? L'Interceptor 65 è una barca molto particolare ed esclusiva. Non esistono imbarcazioni di queste dimensioni che riescano ad unire queste performance e affidabilità senza tralasciare il gusto e il design. Non mi resta che augurarvi un in bocca al lupo e arrivate vincenti! Arriveremo! Arriveremo puntuali!

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