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MILANO - MONTECARLO - MIAMI

Politica (7)

Ringiovanire nell’intimità con i filler senza chirurgia

Oggi la medicina estetica è in grado di ringiovanire, senza chirurgia, non solo viso e corpo, ma anche una parte molto importante del corpo femminile, i genitali esterni, spiega la dottoressa Maria Costarella specialista in medicina estetica presso lo studio medico San Babila di Milano.

 

Che cosa è questa tecnica?

“Anche se è una zona apparentemente nascosta, con il tempo, i genitali esterni tendono ad avvizzirsi e perdono le caratteristiche dell’età giovanile, influenzando anche i comportamenti della sfera sessuale. Questo cambiamento segue le variazioni fisiologiche ormonali tipiche della menopausa , che comportano cambiamenti estetici, fisici e psicologici di grande rilievo nella prestanza e nella piacevolezza sessuale. Con il trascorrere degli anni, le cosiddette “parti intime”, ovvero i genitali esterni, subiscono dei cambiamenti, invecchiano così come tutti gli altri organi del corpo, pelle compresa,ciò è causa di disagio oltre che di dolore durante i rapporti.
Da qualche anno anche la medicina estetica grazie alla sua esperienza in ringiovanimento si occupa del ringiovanimento vulvare, con tecniche efficaci ancora poco conosciute in Italia ma che stanno avendo grande successo negli U.S.A. dove tabù ed imbarazzi sono meno radicati. 

Il ringiovanimento dei genitali esterni dà risultati pressoché immediati, non comporta disagi, dolore, né degenza. Si può ricreare il turgore cioè “rimpolpare” la zona vulvare (monte di Venere, grandi e piccole labbra,) attraverso micro-infiltrazioni di acido ialuronico a livello sottocutaneo. L’acido ialuronico che viene usato è lo stesso che si usa per il viso, per cancellare le rughe o dare volume alle labbra o agli zigomi, il cosiddetto “filler”. La tecnica è veloce e indolore in quanto si esegue solo dopo l’applicazione di un anestetico locale. Il recupero estetico è immediato, il trattamento va ripetuto 2/3 volte fino al raggiungimento del volume desiderato. Perdura per circa 8/10 mesi. L’acido ialuronico utilizzato, è un gel che ha più funzioni: idrata il tessuto, migliora l’elasticità della zona, e soprattutto restituisce alle parti intime il volume perduto”

 

Qualche altro consiglio?
“Il primo passo per ringiovanire i genitali consiste nella prescrizione di una cosmesi locale anti invecchiamento specifica per le parti intime. In particolare sono molto efficaci le creme, oli, lipogel a base di vitamina E, burro di karitè o olio di jojoba. Indicata quindi è la biorivitalizzazione mediante l’uso di radiofrequenze elettroporazione o carbossiterapia.
Le sedute si effettuano nello studio medico, da personale specializzato . I trattamenti sono settimanali, durano 10/20 minuti a seconda della tecnica utilizzata e vengono normalmente associati all’applicazione locale di gel antiossidanti ed idratanti duranteL’obiettivo di questi trattamenti e quello di ripristinare idratazione ed elasticità delle zone interessate, recuperando un aspetto più giovanile”.

 

Manca ancora qualcosa?

“Un’altra metodica è la PRP, ovvero stimolazione piastrinica con fattori di crescita. Si esegue prima un prelievo del proprio sangue, si centrifuga e se ne estraggono le piastrine, portatrici di fattori di crescita tissutale. Queste piastrine, verranno poi reininiettate a livello sottocutaneo nei genitali esterni della donna, dando uno stimolo al ringiovanimento dei tessuti. I risultati sono molto soddisfacenti. Il PRP costituisce una terapia insostituibile per il trattamento di molte patologie e condizioni dell’habitat vulvare e vaginale che contemplano: secchezza, prurito, bruciore. Inoltre il PRP ha un razionale terapeutico qualora si voglia effettuare un ringiovanimento genitale femminile, in caso di menopausa precoce o fisiologica”. 

 

Marinella Cucciardi

SANDRO FRATINI, IL DIRETTORE GENERALE DELL’ASL2 OTTIMISTA E ATTENTO AD AMPLIARE I SERVIZI SANITARI GIÁ ESISTENTI

Mi riceve nel suo studio a Foligno, pieno di carte, libri e periodici. Quadri  ben intonati alla vastità della Asl che dirige: da Norcia a Orvieto. Elegante e misurato nei modi, il dott. Fratini, un vero gentleman della sanità umbra. La mia domanda d’apertura è relativa al recente piano regionale che prevede la cancellazione di due Asl, e delle due rimanenti (quella di Foligno, Spoleto e Terni) egli è il Direttore Generale.

“Il tutto, inseribile nella spending review, rappresenta un’operazione di modifiche territoriali che superano i confini provinciali. Si tratta di ottimizzare i livelli organizzativi con l’obiettivo di mantenere alto il livello assistenziale e dare garanzia di conservare se non ampliare i servizi esistenti”. É  un progetto complesso e articolato ma Fratini è convinto della sua fattibilità  poiché   l’integrazione  procede a passi spediti che superano le inevitabili difficoltà iniziali. “C’è voglia di fare bene da parte dei sanitari che esprimono capacità di dare contributi operativi rispettando esigenze economiche e assistenziali”. Quando gli faccio presente che la Asl del perugino sta smantellando strutture complesse e rimuovendo primari, è logico trasferirgli la domanda sul destino di qualche direttore della sua Asl. Anche perché l’ eventuale  rimozione o trasferimento porrebbe un grande dilemma: o la loro nomina è avvenuta per motivi non assistenziali o diversamente crea un vuoto di servizi. La risposta è immediata e sicura: “La presenza del primario è fondamentale: se l’integrazione comporta un problema organizzativo che prevede una nuova organizzazione delle strutture complesse è impensabile che queste rimangano senza primario”. Di fronte agli eventuali disagi assistenziali creati dall’estensione della Asl, il direttore smonta subito il sillogismo. “Il disagio esiste se c’è scarsa integrazione o sono carenti i servizi. Noi stiamo lavorando per rimuovere questi paletti. Vuole un esempio? Il  nuovo servizio di chirurgia della mammella coagula un’ èquipe di specialisti che si aprono a collaborare nella stessa sede, verso la quale si spostano usufruendo di tecniche più moderne centralizzate. Il tutto a vantaggio dei pazienti” Ciò significa che si preferisce spostare i medici piuttosto che i malati. Considerando che l’ospedale di Foligno può essere definito come la struttura hub del territorio,  ci si chiede quale sia il rapporto con gli altri nosocomi in termini di scambi culturali e operativi volti ad omogeneizzare l’assistenza su tutto il territorio della Asl. Anche in questo ambito il dott. Fratini è preciso.”Quanti più servizi si mettono insieme, tante più competenze interagiscono, tante più intelligenze si coagulano verso strutture che offrono maggiori garanzie per i pazienti. E non è detto che Foligno debba essere sempre la struttura di riferimento. Tutti gli ospedali hanno la loro dignità. L’essenziale è creare e cercare il proprio spazio che non sia ripetitivo ma supplementare di altri presidi”. Anche sulla liste di attesa, problema di tutta la sanità  umbra, il Direttore sta lavorando per renderle più omogeneamente più brevi attenuando l’insoddisfazione dei cittadini. E’ chiaro che alla maggiore richiesta di prestazioni debba far seguito una maggiore offerta, la quale  a sua volta alimenta una  crescente  domanda in un  incontrollabile circuito chiuso. Al quale contribuiscono  richieste inappropriate  sostenute dalla cosiddetta “Medicina difensiva”. La negatività  dei test nel 90% delle richieste è l’incredibile conseguenza. E alla domanda finale: “Da 1 a 10 che punteggio darebbe alla ASL2 in tema di qualità assistenziale e di percezione dei servizi?”, la risposta è rassicurante.. “I buoni risultati e la positività della qualità percepita  autorizzano un punteggio da 7 a 8”. Che non è male in un momento in cui molti mettono in discussione la validità del Servizio sanitario nazionale.

IL SINDACO DI FOLIGNO E LE CARTE DELLA VIVIBILITÁ, ACCOGLIENZA E BELLEZZA ARTISTICA

Nando Mismetti ha vissuto e costruito la storia di Foligno negli ultimi quindici anni. Cioè nel periodo post-terremoto del 1997, prima come vicesindaco ed ora come Sindaco. Osservatore privilegiato e regista, fa il punto sulle ricadute positive che il sisma ha avuto sulla realtà folignate. Strutture pubbliche dismesse, palazzi nobiliari obsoleti, chiese abbandonate, quartieri fatiscenti hanno subito profonde ristrutturazioni conferendo alla città nuova vivibilità, accoglienza, bellezza con un tocco di eleganza che coniugano antichità e modernità in una sintesi di grande impatto architettonico. "Il processo di ricostruzione punto di riqualificazione della città con proiezione futura - argomenta il Sindaco - ridisegna la città e frazioni dentro filoni che riguardano la valorizzazione dei beni culturali, accettando le sfide del presente e del domani. Lo stanno a testimoniare il centro di protezione civile e di arte contemporanea, la chiesa di Fuksas, lo stesso centro storico, in parte il nuovo ospedale. Insomma tutte opportunità di eccellenza e proposte culturali che migliorano la qualità di vita della popolazione. Senza contare il processo di urbanizzazione e di ripavimentazione del centro storico, eseguito sempre nell'ambito della ricostruzione post sisma. Sotto il profilo tecnico l'architetto Luciano Piermarini, dirigente dell'Area governo del Territorio del Comune di Foligno, afferma che il processo di ricostruzione si inserisce nel Piano Regolatore Generale, già deliberato prima del sisma, e che quindi ha aperto la strada ad un processo accelerato e programmato di ristrutturazione sia del centro storico della città che delle frazioni. "Abbiamo conservato tutti i luoghi del patrimonio culturale - spiega Piermarini - con il valore aggiunto della qualità dello spazio e della sicurezza, creando un sistema urbano di tipo policentrico, per cui Foligno torna ad avere un centro di un preesistente piano urbanistico". Il tutto per dare alla città maggiore vivibilità, accoglienza e bellezza artistica. Viene ribadito il concetto che tutti hanno contribuito alla ricostruzione della città, con una percentuale del 25-30% a carico del privato. Il rinnovato look cittadino richiede iniziative turistiche che si stanno realizzando. Intanto Foligno viene frequentata da circa 150.00 persone in virtù della caserma militare. E' ovvia l' espansione dell'offerta alberghiera e di iniziative culturali come i nuovi circuiti museali e di sicurezza quale il collegamento tra il Plateatico e il centro storico. Mismetti è dell'idea che i centri storici si salvano riportando i cittadini nei medesimi centri riqualificati e tenuti in sicurezza. La realizzazione della pavimentazione e della piedilizzazione delle vie del centro ne è un'ulteriore dimostrazione. Il Sindaco insiste sulle iniziative culturali volte a far conoscere e apprezzare i grandi personaggi della città tipo l'architetto Giuseppe Piermarini e il medico Gentile da Foligno. Il tutto aggiunto all'espansione pubblicitaria dei grandi eventi del folignate: la Quintana, i Primi d'Italia, Segni barocchi. Un sistema culturali che si allarga anche alla periferia. Il museo di Colfiorito ne è una testimonianza. Quando si tocca il problema dell'assistenza sociale, il Sindaco asserisce che pur con le difficoltà del momento, si mantengono inalterati il numero e la qualità dei servizi. Come? La riduzione della manutenzione della città ha compensato l'attenzione al welfare. Parallelamente non si accendono nuovi mutui e si effettuano poche sostituzioni del personale. In sintesi, dall'intervista emerge una figura di Sindaco consapevole del suo lavoro, attento ai problemi della comunità, innamorato del suo ruolo e della sua città.

RIPENSARE IL SISTEMA SANITARIO UMBRO SENZA "GATTOPARDISMI"

La governatrice Marini non ha gradito le esternazioni della CGIL che ha criticato le iniziative regionali di ristrutturazione della sanità umbra che prevede, tra l'altro, il ticket del 29% sulle prestazioni specialistiche e visite mediche "intramoenia". Il sindacato contesta inoltre la tempistica con cui sono stati attivati otto funzionari con mansioni riorganizzative dell'area prevenzione nelle 4 ASL umbre. Si può criticare la CGIL, si può non condividere l'iter procedurale della Marini, ma una cosa è certa: il servizio sanitario nazionale e umbro non può essere più come quello di prima. Perché? Non è più sostenibile. I segnali sono molteplici e non li recepisce solo chi non vuole. Taglio dei farmaci, ritardi di pagamento, blocco dei concorsi, accorpamenti di servizi, chiusura di ospedali, deospedalizzazione, ricoveri brevi, copagamento, sono solo alcuni esempi del crollo della sanità. D'altra parte voci autorevoli sostengono che la sanità incide in maniera determinante sulla spesa e sul debito pubblico. Il dare tutto a tutti sembra una formula non più vincente, anche perché di questa formula stiamo raccogliendo i frutti nei termini sopra esposti.

Allora che fare? Ripensare il servizio sanitario in termini realistici scevri da condizionamenti ideologici e che, pur mantenendo la universalità di accesso ed erogando prestazioni essenziali, eviti spese inutili, doppioni di servizi, iniziative clientelari. Non c'è più sostenibilità se la spesa continua a proliferare con segmenti ingiustificati e "guidati" dei servizi e dei ruoli direttivi ad alto costo. Ciò espressione di uno statalismo che prevede nel DNA che è bene tutto ciò che è pubblico, è pubblico tutto ciò che è statale, è statale ciò che può essere in mano ai politicanti.

E se venissero introdotte note di risparmio e contenimento della spesa mediante privatizzazione di alcuni servizi, sottratti agli inquinamenti clientelari e alle malefatte sanitarie? Delle quali chi è immune scagli la prima pietra. Le iniziative della Marini potrebbero essere lette con questa grammatica, senza introdurre però improbabili "gattopardismi".

ASSISI, E LA SFIDA CULTURALE DEL 2019

Il Sindaco Ricci proiettato verso iniziative innovative per la città in vista della candidatura europea

Claudio Ricci, sindaco di Assisi per la seconda volta, si è presentato alle elezione con un palmares ricco di successi che egli cerca di potenziare da subito.

Nel corso dell'intervista, che ci ha rilasciato recentemente, il sindaco ha fatto il punto sul bilancio 2012 già approvato, sottolineando il contenimento dei prelievi fiscali dopo tre pesanti manovre finanziarie governative. Invariate sono risultate IRPEF, TARSU, TOSAP; alla IMU-ICI è stata applicata la quota minima. In questo scenario si inserisce l'eliminazione della tassa di soggiorno per i visitatori di Assisi. Il sindaco Ricci parla con orgoglio degli interventi registrati nella città del poverello: oltre 3.000 dal 1997 ad oggi. Tra gli ultimi cita il sottopasso a S. Maria degli Angeli e i vari svincoli stradali in una logica "di città diffusa".

Egli sottolinea che oramai si sta entrando "nella fase due delle opere: dai contenitori ai contenuti". E tra i contenuti ci sono eventi culturali (1000 ogni anno, con incrementi del 20%) di alta qualità raggiunta con condivisi criteri selettivi.

Sul piano economico si punta sulle giovani leve, "non con progettualità fumose ma con iniziative sostenibili che prevedono semplificazioni, riduzione di pastoie burocratiche". Si punta con determinazione alla istituzione della Banca di Assisi, per sostenere le medie-piccole industrie e i nuclei familiari. Di grande impatto occupazionale è "l'impianto del nuovo Piano Regolatore Generale, con investimenti abitativi e con strumenti operativi rapidi e flessibili".

Sulla legittima e ambiziosa candidatura di Assisi e Perugia a capitale europea della cultura 2019, il sindaco è stato chiaro; "a prescindere dal risultato (speriamo positivo) noi siamo partiti dieci anni prima dell'evento per attivare una serie di iniziative di ordine economico, culturale, turistico e mediatico che resteranno patrimonio delle due città anche dopo il 2019. Nel dossier di candidatura sono inseriti progetti operativi da attuare indipendentemente dall'approvazione ed è questa una grande prospettiva per l'economia e l'immagine di Assisi e Perugia.".

Quando facciamo presente a Ricci che la ristrutturazione e razionalizzazione delle rete ospedaliera umbra sottrae ad Assisi servizi importanti come il punto nascita, nella sua risposta c'è il rammarico che l'Ospedale sia stato penalizzato già dal Piano Sanitario Umbro del 1999 quando è venuta a mancare quell'attenzione che una città come Assisi, con oltre un milione di visitatori l'anno richiede. Il sindaco comunque guarda al futuro con grande pragmatismo, sottolineando ciò che di positivo l'ASL ha operato o programmato negli ultimi tempi e segnatamente l'attivazione di 10 posti-letto, l'aggiornamento strumentale, la sostituzione dell'impianto di condizionamento e la riqualificazione esterna come il parcheggio. A livello di attività territoriale il sindaco fa menzione al distretto sanitario riposizionato a S. Maria degli Angeli, da realizzare con project financing. Alla specifica domanda di soluzioni alternative alla soppressione o ridimensionamento di servizi con attività di nicchia legate alle eccellenze o professionalità già presenti in ospedale, come il cardiologo e primario di Medicina Generale Prof. Paolo Verdecchia, il sindaco ha affermato che ciò rientra nel piano B già suggerito dal Comune al Direttore Generale della ASL n.2. E come dire che Claudio Ricci vede, prevede e provvede per la città di Assisi con tempestività e competenza.

IL SISTEMA SANITARIO UMBRO SECONDO ORLANDI

Anche la sanità risente della cura dimagrante del governo Monti e gli effetti non possono non riflettersi su quella umbra. Ciò comporta un resetting del servizio sanitario della nostra Regione con una filiera di problemi che i politici tentano di risolvere tenendo però fissi due obbiettivi: salvaguardare gli standard di qualità finora raggiunti e mantenere i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), impegno programmatico del SSN. Di questi e di altri problemi abbiamo parlato con il Dott. Walter Orlandi, Commissario Straordinario della Azienda Ospedaliera (AO) di Perugia che proprio dal suo osservatorio privilegiato può guidarci con competenza nei meandri generali e locali della sanità dell'Umbria. Egli è dell'avviso che nella razionalizzazione del servizio sanitario che prevede il dimezzamento delle ASL, l'accorpamento delle due AO, l'eliminazione di doppioni quali la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la chirurgia toracica, la riduzione dei punti nascita, non ci sono modelli uniformi da seguire. Quello che è importante non è il contenitore, ma il contenuto con le sue professionalità, le sue eccellenze, la semplificazione dei percorsi assistenziali volti ad offrire prestazioni di alto livello. Il dott. Orlandi insiste sulla eliminazione dei ricoveri impropri a carico essenzialmente degli anziani e segnatamente degli ultraottantenni che negli ultimi anni sono aumentati del 23,7% nelle corsie ospedaliere. Ciò avviene essenzialmente per la carenza di strutture territoriali quali le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e moduli sanitari differenziali Il tutto può contribuire ad eliminare il triste spettacolo delle barelle nei corridoi ospedalieri. E' auspicabile un regime ambulatoriale che faccia da filtro al Pronto Soccorso dell'Ospedale, sgravandolo così dai codici bianchi. Il tutto all'insegna della razionalizzazione, dei minori costi, e della conservazione e miglioramento della qualità, dando attuazione al corrente slogan "spendere meno per assistere meglio". E che l'assistenza sia a livelli elevati lo testimoniano i numerosi riconoscimenti di qualità rilasciati all'ospedale S. Maria della Misericordia. A nostra specifica domanda il Dott. Orlandi ha confermato questo trend valutativo effettuato da organismi o enti esterni e compatibili attraverso procedure di benchmarking. Egli si sofferma con orgoglio sulla implementazione del progetto Accoglienza per "umanizzare" l'Ospedale, sull'accreditamento del blocco operatorio "Trancanelli", sulla realizzazione del progetto "parto indolore", sul percorso multidisciplinare per la patologia mammaria. Senza ostentazione di autoreferenzialità, il Dott. Orlandi elenca i numerosi premi regionale e nazionali che l'Ospedale da lui diretto ha ricevuto negli ultimi tempi. Che egli tenta di bissare, malgrado i tagli di Monti.

CELLULE STAMINALI A TERNI

Terni è divenuto il Centro mondiale più importante per lo studio delle cellule staminali. E' infatti iniziato recentemente uno studio diretto dal Prof. Angelo Vescovi per sperimentare l'efficacia e la sicurezza delle cellule staminali cerebrali nei pazienti con la sclerosi laterale amiotrofica. Il Centro cellule staminali di Terni sale così nell'empireo della scienza medica e rappresenta un grosso successo del direttore Vescovi e della Regione Umbria che fortemente ha voluto e sponsorizzato lo studio.

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