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MILANO - MONTECARLO - MIAMI

LIGHTQUAKE 2017

Cosa sarebbe la vita senza luce? Grande successo per la mostra Lightquake 2017, che si tiene alla Rocca di Spoleto e che viene prorogata fino all’8 aprile. Giochi di luci, colori ed effetti sensazionali hanno riempito di stupore i numerosi visitatori con le opere di arte contemporanea di “Black Light Art - La luce che colora il buio” a Spoleto e “Light Art” a Gubbio. Tante le iniziative culturali in mostra, rivolte sia ad un pubblico adulto che bambini: visite guidate a tema, il convegno sulla luce, laboratori didattici per famiglie, l’Instameet a Spoleto. Il progetto artistico Lightquake 2017 è la prima iniziativa che ha messo in sinergia due strutture del Polo museale dell’Umbria con una mostra d’impatto. Continua, quindi, l’opportunità di scoprire tutto il fascino della luce nera nella mostra “Black Light Art - La luce che colora il buio” alla Rocca Albornoz di Spoleto. “Il visitatore può percepire l’opera sia a luce naturale che ad ultravioletti – spiegano le curatrici Gisella Gellini e Claudia Bottini - il buio e contemporaneamente la luce, perché in queste opere non può esistere l’uno senza l’altra”. Gli artisti che espongono in Rocca sono: Mario Agrifoglio, Nino Alfieri, Alessio Ancillai, LeoNilde Carabba, Claudio Sek De Luca, Giulio De Mitri, Nicola Evangelisti, Maria Cristiana Fioretti, Federica Marangoni, Yari Miele, Ugo Piccioni, Sebastiano Romano. Importante la figura di Mario Agrifoglio, artista che ha fatto della Black Light il fulcro della sua sperimentazione artistica. Davanti alle opere, il pubblico è stimolato ad una differente percezione della luce, con una forma di comunicazione immediata e partecipativa. Le opere di Black Light, la luce nera, confermano che “Il buio non esiste, è soltanto l’assenza della luce”. La black light, una radiazione ultravioletta non percepita direttamente dall'occhio, si evidenzia solo quando colpisce superfici coperte da particolari pigmenti: le opere sembrano così emergere dal buio, creando un particolare impatto emotivo. Chiude con grandi apprezzamenti l’esposizione Light Art che ha illuminato in questi mesi il Palazzo Ducale di Gubbio con le installazioni di Federica Marangoni, Stefano Frascarelli e Saverio Mercati. Per creare, infine, un collegamento simbolico con i luoghi d’arte del polo museale dell’Umbria, al Tempietto del Clitunno si accende un’installazione luminosa dell’artista umbro Carlo Dell’Amico, dal titolo “Il colore innato”, con un evento dedicato. Molto apprezzate sono state le numerose iniziative culturali realizzate in questi mesi di mostra. In particolare il 4 febbraio si è tenuta la Giornata Instameet Spoleto, organizzata dalla Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, con il patrocinio del Comune di Spoleto e in collaborazione con Igers Umbria e Sistema Museo. Successo anche per il convegno “Lo Spazio della Luce” dello scorso 9 febbraio, a cui hanno partecipato architetti ed ingegneri. Interessanti gli interventi dello scenografo Sebastiano Romano, del lighting designer Filippo Cannata di Cannata & Partners, del professor ing. Marco Frascarolo dell’Università Roma Tre e della professoressa arch. Gisella Gellini del Politecnico di Milano Scuola del Design. Il 23 febbraio, infine, si è tenuto l’evento speciale “Spengiamo gli spazi, accendiamo le opere” per M’illumino di meno, la campagna di sensibilizzazione promossa da Radio2 Rai, con visita guidata gratuita. Il progetto Lightquake 2017, ideato da Rosaria Mencarelli, è stato realizzato da Paola Mercurelli Salari con la direzione artistica di Gisella Gellini e Claudia Bottini con la collaborazione di Fabio Agrifoglio, presidente della Fondazione Mario Agrifoglio e degli studenti del corso Light Art e Design della Luce del Politecnico di Milano. Il progetto artistico Lightquake è nato per sostenere il recupero del patrimonio culturale danneggiato dal sisma del 2016, attraverso una raccolta fondi finalizzata al restauro.