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MILANO - MONTECARLO - MIAMI

Ludmilla Radchenko, una creatività artistica che si esprime in modo eclettico

Dalla Siberia all’Italia, portandosi dietro una grande passione, la pittura. Questa è Ludmilla Radchenko, che dopo un passato da modella e showgirl decide di dedicarsi completamente all’arte urlata, una modalità originale, espressiva, che si nutre di vita reale e che riesce a manifestarsi con composizioni ricche di messaggi visivi, collage di vita quotidiana con pennellate d'ironia. Nel 2010 esce il suo primo catalogo dal titolo “Power Pop” edito da Skira e da lì comincia a realizzare opere anche su commissione per noti personaggi quali il campione di moto GP Jorge Lorenzo, il campione di F1 Sebastian Vettel e il cantante Jamiroquai. La creatività di Ludmilla non ha confini e oltre alla tela, sperimenta nuove forme espressive in ambiti come moda e design, con personalizzazione degli spazi e degli arredi. Prendono quindi avvio nuove collaborazioni con diversi brands e allo stesso tempo nasce una linea di foulards con stampe d'arte su materiali pregiati, cui viene dato il nome di “Siberian Soup FullART” che subito riscuote successo a livello mondiale. Questo concetto di Art to Wear nasce dall’idea di trasporre su pregiati tessuti come la seta ed il cashmere le stampe delle sue opere. L’arte così diventa fruibile e versatile. E la magia sta nel fatto che mischiandosi con la moda si fanno rivivere i soggetti dei suoi quadri su pregiati tessuti di foulards. Ludmilla si diverte anche a giocare con le parole arrivando a coniare nuovi termini. E lo slogan che ama invocare è: ad ognuno il suo pezzo d' arte da indossare! Il suo target di riferimento è sicuramente di nicchia, comprendendo un’ampia fascia che va dai teenagers agli over 80 senza prevalenza di sessi, perché l’arte è irresistibile ad ogni età. Insomma la Radchenko, si può definire come una poliedrica artista dal cuore siberiano, ma con la passione tutta italiana.

Ludmilla, come ti è venuta l’idea di fondare Pop.Art.Studio?

“L'idea è nata al mio ritorno da New York, dopo un lungo periodo dedicato agli studi; ho deciso di cimentarmi nel campo creativo e dedicarmi all'arte. Avevo bisogno di uno spazio creativo e ho rilevato un negozio "tutto a 99 centesimi" per creare uno spazio di lavoro ed espositivo. Mentre dipingevo il bagno mi è venuto in mente questo nome che ho disegnato sul muro. Così PopArtStudio è nato da una persona. Ora siamo un team di tre con diversi compiti, il mio ovviamente riguarda il lato creativo, l'essenza di tutto il nostro lavoro comune”. 

Tutte le tue opere, dai quadri ai foulard, prendono ispirazione dalla pop art, come nasce questa idea? Ti è sempre piaciuta questa corrente artistica?

“Sono nata nella fredda e grigia Siberia, all'epoca dell’Unione Sovietica, così ermetica nei confronti del mondo di consumo e con il boom dell'economia l'istinto mi ha portato verso  ciò che non avevo visto da piccola come la pubblicità, oggetti di consumo, icone, le grandi metropoli”. 

Qual è la collezione a cui sei più legata e perché?

"Era del Dragone", è la più recente, presentata durante la Fashion Week lo scorso febbraio”. 

Preferisci dipingere quadri o foulard?

“I foulard sono le esatte riproduzioni delle opere, non li dipingo. Sono le mie opere trasposte digitalmente su tessuti preziosi di seta e cashmere”.

Tra le tue opere, c’è anche una collezione dedicata alla Siberia, ti manca la tua terra? Ogni tanto torni in Siberia?

“Adesso non mi manca più anche perché i miei genitori si sono trasferiti a Sochi da mia sorella; della Siberia ho dei bellissimi ricordi, ma ormai la mia casa è l’Italia”. 

Vendi più in Italia o all’estero? E in quali paesi?

“Per ora il mercato maggiore è decisamente in Italia. Ma negli Stati Uniti lavoro benissimo, vado lì due, tre volte all'anno tra New York e Miami, e ogni anno ad ArtBasel”. 

 

Già in Siberia avevi studiato Design, hai sempre avuto questa passione? Il mondo dello spettacolo è stata solo una parentesi?

“Sì esatto, mi sono laureata in fashion design. La TV è stato un lavoro perfetto e divertente per la ragazzina che ero, ma ora ho un ruolo ben definito nel mondo dell’arte e della moda”. 

Hai riscosso già molto successo, quali sono i tuoi prossimi progetti?

“I progetti sono sempre tanti. Un filone importante che si è aperto per me qualche anno fa, dopo la scoperta dei miei foulard, sono le collaborazioni con altri brand per i quali creo delle ‘capsule collection’ contaminando i prodotti delle aziende. Un giorno mi piacerebbe creare anche per grandi firme come Dior, Moschino e altri. Al momento comunque sto chiudendo altri due contratti di collaborazione, quindi sono soddisfatta”. 

 

 

Le opere di Ludmilla Radchenko sono presenti nello Showroom Studio Finorossi di Milano 

(Via Montenapoleone 1), oltre che in numerose altre città tra cui Roma, Portofino, Porto Cervo, Santa Margherita Ligure, Villasimius, Ancona, Arezzo, Siracusa, Bergamo, Udine, Clusone, Caivano, Giussano, Borgomanero, Cascina, Grumello, San Benedetto, Montecatini Terme. A livello internazionale è invece presente a Tokio, Anversa, Taipei, Kowloon, Miami, Moscow, Palma de Mallorca, Chamonix, Seoul, Düsseldorf, Atene, Lech, Soorts-Hossegor, Naucalpan, New Hope, Minsk, Saint-Barthélemy, Bryanston JHB. 

Per ulteriori info: www.ludmillapopart.it