Storia e Retroscena del Premio Compasso d’Oro

“Mio caro amico, le scrivo in gran fretta. Parto fra mezz’ora per bombardare Grahovo [...] Il titolo per la Società è questo. L’ho trovato ieri sul vallone di Chiapovan: LA RINASCENTE.

31.03.17 , Eventi , Collaboratore Riflesso

 

Storia e Retroscena del Premio Compasso d’Oro

È semplice, chiaro e opportuno”. Con queste poche righe, nel 1917, Gabriele D’Annunzio comunicava al Senatore Borletti il nuovo nome per la società che aveva appena rilevato dai fratelli Bocconi. 

Un nome semplice e chiaro, certamente, ma perché "opportuno"? Perché quella che chiameremmo oggi mission era: diventare il riferimento culturale per la nuova borghesia, che viveva l’esperienza di una società modernista affrontando per la prima volta, senza falsi pudori, problemi di praticità, igiene e gusto rinnovato. 

Ma la vera novità è che un magazzino, un 'negozio', si fa carico di colmare un gap produttivo italiano, promuovendo cosi nuove tecniche, nuove professionalità, una nuova estetica. In quegli anni La Rinascente inventa di fatto un modello inedito di relazione tra progetto, produzione e mercato. 

Finita la seconda guerra mondiale, un intero paese era da ricostruire dalle basi. In questo clima, nel 1951, si svolge la IX Triennale di Milano. Il tema di riferimento era: la forma dell’utile.

La Rinascente partecipa a questa esposizione con un ambizioso prototipo di casa “moderna” arredato su disegno di Franco Albini. Un successo clamoroso, che convince La Rinascente ad approfondire la questione di una nuova estetica applicata a tutti gli oggetti che compongono il nostro panorama quotidiano e ad immaginare e organizzare un vero e proprio premio, con l’obbiettivo di riconoscere e promuovere quei prodotti che si distinguevano per qualità culturali ed estetiche. 

Nasce il Premio Compasso d’Oro. La sua prima edizione vede la luce nel 1954.

D’Oro ovviamente in quanto metallo prezioso, ma d’Oro perché riferito al compasso usato dagli scultori per definire le proporzioni sulla base delle regole dell’armonia aurea.

Generazioni di progettisti, si sono aggrappati all’idea di armonia espressa nella sezione aurea. Un'armonia intrinseca, magari non facilmente descrivibile agli occhi profani, eppure cosi facilmente percepibile, cosi inspiegabilmente rassicurante e pacificante. 

Riferirsi a questi principi sembrò coerente con la cultura e l’impegno dei professionisti interpellati. Un impegno civile prima che di professionalità, un impegno che voleva mettere al centro del progetto moderno l’uomo e la sua felicità. Utopico? forse, ma di straordinaria attualità. 

Se davvero i progettisti avessero saputo tenere al centro dei propri progetti l’uomo, oggi vivremmo in un mondo migliore. Ecco: il Premio Compasso d’Oro, ha sempre cercato di tenere l’uomo al centro.
Non è poca cosa. 

In oltre sessant'anni di storia il Premio Compasso d’Oro ha rilasciato poco più di 320 Compassi. Un premio che ha assunto sempre più valenza istituzionale, candidando il nostro miglior design nel mondo a un ruolo di riferimento culturale prima che estetico. 

Per proiettare il premio in una dimensione più istituzionale La Rinascente decide nel 1958 di passarlo ad ADI Associazione per il Disegno Industriale, una associazione non corporativa, anzi: un'organizzazione capace di costruire un dialogo virtuoso e articolato tra le differenti componenti del progetto industriale. 

Oggi il Compasso d’Oro ha cadenza biennale e si alterna a una edizione anch’essa biennale della versione tematica internazionale. Ogni anno catalizza l’attenzione degli addetti ai lavori, che lo paragonano al Nobel per il design, ma è anche capace di coinvolgere il grande pubblico.

All’interno del premio viene inoltre assegnata la Targa Giovani, che nell'edizione tematica internazionale ha valenza di concreto sostegno economico allo sviluppo di una startup giovanile.

Il premio nel tempo si è dato un percorso di selezione articolato e con criteri di scientificità. Attraverso una commissione permanente composta da oltre cento esperti nei diversi ambiti analizzati, il percorso di selezione biennale si sviluppa in tre differenti commissioni: territoriale (vero e proprio scouting tra le eccellenze italiane), tematica (capace di entrare nel merito specifico delle proposte) e infine una commissione scientifica di cinque persone, che selezionano circa quattrocento prodotti in due anni. Prodotti che vengono infine giudicati da una giuria internazionale e sempre più multidisciplinare per arrivare alla definizione di non più di venti Premi Compassi d’Oro per ogni edizione.

Luciano Galimberti

(Presidente ADI)

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