"Racconti d'arte. Dipinti e disegni dal XVI al XIX secolo"

04.10.20 , Eventi , Collaboratore Riflesso

 

Arriva la mostra d'arte alla galleria Fondantico di Tiziana Sassoli a Bologna dal 24 ottobre al 19 dicembre. L'esposizione, intitolata "Racconti d'arte. Dipinti e disegni dal XVI al XIX secolo", vede la presenza di 35 opere di importanti pittori in prevalenza emiliani attivi tra il Cinquecento e gli inizi dell’Ottocento.

Tra le opere più antiche, una Sacra famiglia del ferrarese Camillo Filippi, padre del Bastianino, un prezioso rame con Venere e Amore della pittrice bolognese Lavinia Fontana e una paletta del raro Pietro Maria Massari detto il Porrettano, cresciuto nella scuola dei Carracci. Seguono i dipinti di Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino e di Carlo Bononi, che inaugurarono la nuova stagione della pittura ferrarese tra Cinque e Seicento; di Lucio Massari, autore della grande tela con San Paolo a Efeso esorta a bruciare i libri eretici proveniente dalla collezione Liechtenstein di Vienna; di Giovanni Maria Tamburini, specialista nel campo della pittura di soggetto popolare e quotidiano; e di Michele Desubleo, esponente di spicco del classicismo europeo. Piccolo capolavoro, databile attorno al 1630, è il tenero Cupido addormentato di Guido Reni, descritto nell’inventario del 1658 dei beni del genovese Giovanni Battista Raggi. Di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, insieme a Reni tra i maggiori pittori del periodo barocco, si presenta invece un ovale con San Matteo e l’angelo elencato nel suo Libro dei conti in data 4 marzo 1653, che precede dunque di pochi anni la luminosa Madonna con il Bambino firmata e datata 1660 dalla pittrice bolognese Elisabetta Sirani. Tra i tasselli che compongono la nutrita quadreria seicentesca, la coppia di nature morte con selvaggina e volatili di Jan Fyt, pittore di Anversa.

Il Settecento si apre con due dei “sette quadri rappresentanti Fatti dell’Eneide di Virgilio” commissionati nel 1716 dal marchese Andrea Albicini di Forlì a Ignazio Stern, allievo di Cignani, e con la splendida tela con Muzio Scevola davanti a Porsenna di Antonio Gionima, il migliore allievo di Giuseppe Maria Crespi. Di Ercole Graziani viene presentato il rifinito “modello” della pala con Il miracolo del beato Albergati ad Arras custodita nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma; di Mauro Gandolfi, figlio di Gaetano, i bozzetti per i fianchi della carrozza di gala fabbricata per il marchese Sebastiano Tanari quando fu eletto senatore del 1790; del forlivese Giacomo Zampa una coppia di eleganti telette con le allegorie dell’Estate e dell’Inverno; del fanese Carlo Magini una natura morta dal peculiare carattere sospeso e incantato. Una “chicca” da collezione è poi il quadretto su pergamena di Bernardino Nocchi, prima idea per il Ritratto della venerabile Maria Clotilde di Borbone, regina di Sardegna custodito nell’Abbazia di Hautecombe. A chiudere il ricco e vario percorso della mostra intervengono alcuni notevoli disegni con architetture e capricci eseguiti agli inizi dell’Ottocento da Felice Giani, Antonio Basoli e Pelagio Palagi.

 

 

ALTRI EVENTI

PRECEDENTI

PRECEDENTI

IN EVIDENZA

IN EVIDENZA

NUOVI

NUOVI