Michelangelo a Spoleto e i segreti rivelati

Lunedì, 10 Giugno 2013,
Esiste davvero un legame tra Michelangelo Buonarroti e Spoleto? Nel 1556, quando l'artista era già avanzato con gli anni e le grandi sue opere, come gli affreschi della cappella Sistina, erano oramai alle spalle, lascia Roma per recarsi a Loreto, forse per sciogliere un voto. A Spoleto viene fermato da una colica renale. Il suo amico Cardinale Farnese lo affida ad un fedele chierico, padre guardiano dell'eremo di S. Maria delle Grazie, alle pendici di Monteluco. Qui egli recupera la salute, ma soprattutto gode della pace e della bellezza dell'atmosfera bucolica dei boschi che circondano l'eremo. "Ad onor del vero – egli annota – non c'è nessuna pace più duratura da cercare se non tra i boschi". Contestualmente egli scrive all'amico Giorgio Vasari: "Ho avuto a questi dì gran piacere nelle montagne di Spoleto a visitar quei romiti". Questo piacere sembra non durare a lungo, poiché un messo del Papa Paolo IV (dal quale voleva fuggire), lo scova nell'eremo e lo riconduce a Roma. Durante il periodo di relax a Spoleto, egli svela al padre guardiano segreti che riguardano gli affreschi della Cappella Sistina e mediante i quali si danno inedite interpretazioni alle numerose figure della Volta, inaugurata da Giulio II giusto 500 il 31 ottobre 1512.

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