VII edizione per il Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia

Martedì, 02 Aprile 2013,
Ormai il format è consolidato. Altrimenti non sarebbe arrivato alla sua settima edizione. È il Festival Internazionale del Giornalismo, bellezza! Cavallo vincente non si cambia. Così dal 24 al 28 aprile 2013 Perugia tornerà di nuovo a fregiarsi del titolo di capitale dei media su scala globale. Un successo annunciato. Ma perché? Perché Arianna Ciccone e Christopher Potter, i due ideatori di questa inedita manifestazione, sono riusciti ad anticipare i tempi, puntando tutto su due aspetti focali: la piattaforma 2.0 e la partecipazione diretta del pubblico. Un evento che non si cala dall'alto, ma al contrario fa perno sulla base, su un'ampia community costituita da cittadini, volontari, studenti e professionisti del mestiere. Una piramide capovolta insomma. La parola d'ordine è lo scambio continuo di idee, suggerimenti, vedute e prospettive analizzate da angolazioni diverse e distinte. Un processo di osmosi genuino, sano, democratico e partecipato. "Quest'anno più che mai – spiegano gli organizzatori –, la novità è che molti speaker stranieri ci chiedono di partecipare. Il festival ormai è un brand credibile e solido. Un luogo di incontro e di social networking di livello internazionale. L'unico grande evento su giornalismo e informazione con accesso gratuito. Non esiste al mondo un format del genere, quelli esistenti e tra più noti, come "Wan" e "PaidContent" prevedono fee di ingresso che tendono ad escludere più che ad includere". Anche nella pubblicizzazione del festival viene utilizzata la rete, i social network, il web senza i quali questo evento non esisterebbe. Una manifestazione organizzata da outsider a tutti i livelli, dal basso e che coinvolge il bacino di utenza online anche per l'organizzazione degli eventi. Il tutto al di fuori dei grandi poteri, delle lobby o delle reti di sistema. La location dell'evento contribuisce anche a promuovere il territorio umbro e il suo capoluogo. Ma anche in questo caso, l'originalità della manifestazione rompe gli schemi, sovrapponendosi all'uso di metodi tradizionali, ormai vetusti e non sempre efficaci. Ribaltando quelli che sono i canali standardizzati dell'informazione, questo festival promuove l'Umbria con modalità molto innovative che, per certi aspetti, sfuggono alle dinamiche tradizionali. Non sono mancate neanche proposte per esportare il format in altre realtà o luoghi, ma – sostengono gli organizzatori – "questo festival nasce a Perugia e qui rimarrà. Non c'è piazza storica migliore per ospitare l'evento. Manifestazioni satellite non ci interessano, ci concentriamo sull'edizione annuale che richiede notevoli dosi di lucidità, impegno ed energie". Si parla quindi tanto e sempre di web, comunicazione via web, piattaforme 2.0. Ma la carta stampata, che fine farà? "La carta a nostro avviso col tempo scomparirà anche perché sta cambiando l'esperienza di lettura delle nuove generazioni. Il mobile sarà una nuova profonda media disruption". Insomma, un festival in grado di stare al passo con i tempi, intercettando e anticipando quello che sembra essere un processo ormai inarrestabile e incontrovertibile: il passaggio inevitabile dalla carta stampata all'uso esclusivo delle tecnologie informatiche. Noi rimaniamo in attesa.

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