Quando architettura si coniuga con tradizione

Venerdì, 05 Febbraio 2016,
Dice Stendhal che la bellezza promette felicità. Alcune costruzioni architettoniche la mantengono. É sufficiente guardare Il Labirinto di Masone, l’insieme di edifici che completano il più grande labirinto del mondo commissionato a Franco Maria Ricci e realizzato a Fontanellato nel Parmense dall’architetto Pier Carlo Bontempi. Al centro del labirinto ha realizzato una grande corte contornata da porticati e ampi saloni facilmente agibili. Bontempi, sempre in provincia di Parma, ha realizzato l’Isolato Sant’Anna di Fornovo Taro, nel cui interno è stata ricavata una piazzetta comunicante con il giardino antistante il Municipio. Due tipi di architettura che lontana dalla mode stravaganti del momento, ritornano alla tradizione ove le case somigliano a case, le ville somigliano a ville all’italiana, i palazzi somigliano a palazzi, le piazze ritornano ad essere piazze. Il tutto, secondo la filosofia di Bontempi, per migliorare la nostra vita quotidiano, renderla cioè a misura d’uomo. E Bontempi, con il suo modo architettonico di operare si rifà alla tradizione che evoca perenne umanesimo e angoli vivi della memoria.

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