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    Ma chi poteva mai immaginato che James Madison, il quarto presidente degli USA avrebbe dato il nome alla strada più fashion del mondo? Una volta la via che faceva da arbiter elegantiarum era la Fifth Avenue. Il segnale che la rotta è stata invertita l'hanno dato Armani, Saint Laurent, Hermès: nel giro di pochi anni si sono trasferiti dalla Quinta Strada a Madison Avenue, che ora a tutti gli effetti è diventata la zona che il Financial Times ha definito "l'epicentro dell'alta moda". Ma l'evento dell'anno, di cui da mesi si parla, è l'apertura del nuovo negozio, il primo e l'unico al mondo, di Tom Ford, apertura prevista per il prossimo aprile. Solo qui si potranno comprare in esclusiva accessori e vestiti da uomo high luxury: abiti, cravatte, camicie, maglieria, pelletteria, articoli da viaggio. Soffermarsi sui numeri civici di Madison non è una questione di lana caprina, bensì una delle maggiori occupazioni di chi si occupa di real estate. Com'è noto, a New York le avenues sono lunghe chilometri, e così diventa cruciale, quando si dà un indirizzo, nominare due vie, le due coordinate che fanno arrivare al punto desiderato della grande mela. Il mercato di Madison va secondo i blocks, gli isolati newyorkesi. Faith Consolo è la vice presidente dell'agenzia di real-estate che tratta questi spazi: "I negozi più chic di Madison sono quelli europei, per i quali i marciapiedi più ambiti rimangono tra la 59ma e la 63ma. Ad esempio basta citare Hermès, che si è appena spostato dalla 57ma Strada a qui, al 691". Dello stesso parere è pure Donna Redel, donna d'affari che abita da sempre nell'Upper East: "Una delle ragioni del successo di Madison? Qui le limousine degli autisti possono fermarsi tutto il tempo che è necessario a scegliere e comprare su Fifth Avenue il regolamento stradale lo impedisce!". Lungo la strada le signore o i distinti ricchissimi gentlemen non portano quasi mai borse, borsone, sacchetti: la preziosa mercanzia viene recapitata a casa, e in un secondo tempo. Ma percorriamo insieme il tratto più appetibile dalla via, soffermandoci sulle vetrine più ammalianti. Qui la merce più ambita ça va sans dire è quella sì europea, ma ancor più italiana. Per cominciare, il gusto italiano di Gucci (685), le scarpe maschili su misura di Berluti 971 (alla 76ma) (tra i clienti Robert De Niro, Andy Warhol, and Gerard Depardieu) . Un isolato più in alto, siamo ora alla 63ma Roberto Cavalli (711), Chanel (737), al 747 Valentino. All'821 il re del cachemere Loro Piana offre il lusso della classica sciarpa con frangia (295$), o le calde pantofole da casa (325$). A seguire le compostissime signorine di Miu Miu (831), quelle più smaliziate di Dolce e Gabbana (825), e poi scarpe: Cesare Paciotti (all'833, per le donne vanno a ruba tutte quelle che hanno un fiocco, per gli uomini stivali alla caviglia con fibbia bene in vista), Prada (841) che continua ad essere la regina indiscussa dello stile. Proseguendo a nord, l'oggetto di culto è la borsa borchiata di Sonia Rykiel (849, per 2250 $). Una delle novità degli ultimi anni è anche che Madison è diventata la nuova zona dei gioielli, e delle gallerie d'arte. Tradizionalmente il diamond district a Manhattan è sulla 47ma strada. Ma ora i gioielli più speciali li troviamo qui: Pomellato, Baccarat, Damiani, Cartier, Chanel. Per L'arte: Gagosian al 980, Acquavella al 18 East 79th, e ovviamente il Whitney Museum of American Art, al 745 (alla 75ma). Ma c'è chi viene a Madison anche per mangiare. La scelta in questo caso è ristretta, ma la qualità raggiunge quella delle boutiques. Tutto dipende da ciò che si desidera. Da La Goulue, al 746 si va per farsi vedere: il ristorante offre piatti e vini francesi, ma soprattutto tavolini all'aperto sull'ambitissimo tratto di marciapiede tra la 63ma e la 64ma, costo medio di un pasto, 60$. Ma se ci si trova uptown (al 1064), ugualmente rinomato c'è E.A.T., il coffeplace di Eli Zabar, dove un paninetto mozzarella e pomodoro costa 24$. Per chi ha nostalgia di pasta e piatti italiani l'unica soluzione è l'elegante Vico. In alternativa, uno dei più ricercati dessert della città che non dorme mai si trova notoriamente da Via Quadronno, al 25 East 73ma, appena girato l'angolo. Del loro tiramisù,"destrutturato" (caffè, crema al mascarpone e savoiardi serviti separatamente) ha parlato pure il Wall Street Journal. Dulcis in fundo, al numero 1000 (76) per la gioia degli habituées, Sant Ambroeus, una vera pietra miliare della zona. Qui a giudizio di molti, si beve il migliore espresso di New York.
    Letto 2668 volte Ultima modifica il Martedì, 11 Dicembre 2018 02:21

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