L’Almanacco della Scienza

12.02.21 , Ambiente , Collaboratore Riflesso

 

L’Almanacco della Scienza

Fermarsi alla superficie, all’apparenza, a ciò che è immediatamente visibile della realtà è considerato un segno di approssimazione, di superficialità appunto. Per comprendere davvero qualcosa bisogna andare oltre, approfondire, scoprire cosa c’è “sotto”. In qualche modo, è questo il paradigma della ricerca, della scienza, della conoscenza. Ed è quanto hanno cercato di fare nel Focus monografico dell’Almanacco della Scienza del Consiglio nazionale delle ricerche on line su www.almanacco.cnr.it, grazie al supporto dei ricercatori del Cnr.

Si comincia con i contributi dei ricercatori dell'Istituto di geoscienze e georisorse: Giacomo Corti spiega i processi che, a decine di chilometri di profondità, hanno determinato la morfologia dei continenti; Luigi Piccardi parla dell’utilità dello studio dei miti per conoscere gli eventi catastrofici naturali del passato; Adele Manzella illustra la geotermia, che studia l'energia termica immagazzinata sotto la superficie della Terra.
D’altra parte, pensare che ci sia qualcosa “sotto”, o addirittura “sotto sotto”, è un atteggiamento tipico di chi sospetta anche della verità scientifica e si fa abbindolare dalle dietrologie.

Scendendo nel profondo si scopre anche il nostro passato culturale. Donata Magrini dell'Istituto di scienze del patrimonio culturale spiega l’archeometria, utilizzata per attribuire un'identità ai reperti archeologici, mentre Roberta Varriale dell'Istituto di studi sulle società del Mediterraneo dedica il suo intervento alla Napoli sotterranea.

Di ciò che si trova in fondo al mare parlano invece Ester Cecere dell'Istituto di ricerca sulle acque e Martina Pierdomenico dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino.

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