L’arte del vetro in Umbria e l’antica tradizione di Piegaro In evidenza

Mercoledì, 30 Luglio 2014,
L’utilizzo del vetro è documentabile fin dal II millennio a.C. quando in Egitto si sviluppò la manifattura di stoviglie, utensili e perle di vetro usate come monili. I Romani arrivarono a creare rudimentali finestre in vetro riservate, ovviamente, alle famiglie patrizie. La prima origine di questo materiale, comunque è molto anteriore e si perde nella nebbia delle leggende.  Ma veniamo, più concretamente, alla realtà della nostra regione. Storicamente la cittadina che vanta in Umbria la più antica tradizione della lavorazione del vetro è Piegaro. Sembra che la prima produzione risalga già alla fine del XIII secolo quando alcuni vetrai veneziani si trasferirono nella zona, richiamati dalla facilità di trovare materiale da combustione per le fornaci e dalle favorevoli condizioni economico-politiche della città. Nel tempo la produzione ha perso la sua connotazione artigianale e ha adottato moderne tecniche industriali. Il museo del vetro di Piegaro conserva, comunque, importanti reperti a testimonianza delle antiche tecniche artigianali.  La storia delle vetrate artistiche umbre è indissolubilmente legata alla straordinaria famiglia Moretti Caselli che a Perugia opera da cinque generazioni vantando una produzione di altissimo valore tecnico-artistico. Vale la pena riportarne le vicende: il capostipite Francesco Moretti (1833-1917), pittore di talento, fondò il suo laboratorio nel 1859. Insieme al nipote Lodovico Caselli (1859-1922) diede vita a Perugia a una serie di opere straordinarie che si possono ammirare in molte città italiane ed estere. Moretti restaurò, fra le altre, la grande vetrata di S. Domenico a Perugia e quella del Duomo di Orvieto ed eseguì insieme a Caselli numerose altre vetrate fra cui quelle della basilica di S. Maria degli Angeli (Assisi) e della cattedrale di S. Lorenzo a Perugia, solo per citare alcuni lavori. Alla morte di Caselli le sue figlie Rosa e Cecilia proseguirono la tradizione familiare realizzando, fra le altre opere, le vetrate della basilica di S. Chiara ad Assisi e, fra il 1925 e il 1931, una grande vetrata di 40 mq. raffigurante l’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci che si trova ancora oggi presso il grande cimitero monumentale di Glendale a Los Angeles, California. L’eredità di Rosa e Cecilia è stata raccolta dalla loro nipote Anna Matilde Falsettini  che, ancora oggi, insieme alle figlie Elisabetta e Maddalena Forenza fa rivivere l’antica perizia e la passione degli antenati.  La tecnica di esecuzione delle opere è ancora quella di Francesco Moretti; si tratta di dipingere a mano su vetro le varie parti della composizione realizzando così un effetto simile a un quadro a olio tridimensionale. Un lavoro lungo e sicuramente non riposante, ma dai risultati eccellenti. Lo studio Moretti Caselli è situato in un’antica residenza della nobile famiglia dei Baglioni risalente al 1400. É possibile effettuare una visita allo studio-laboratorio sotto la guida esperta e appassionata di Maddalena Forenza, ultimo anello, per ora, di questa incredibile dinastia di artisti. Vi si respira un’atmosfera fuori dal tempo, piena di suggestione. I saloni conservano intatto l’impianto quattrocentesco e gli affreschi d’epoca, restaurati dallo stesso Francesco Moretti. All’interno si possono ammirare fotografie, bozzetti e disegni, alcuni di grande formato, delle vetrate eseguite.

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